Toscana
La sconfitta di Prato brucia ma la destra ha le sue gioie
«Sbagliato scegliere i candidati in base alle bandierine»
La sconfitta di Prato, inaspettata, «brucia». Quella di Livorno un po’ meno perché la città è «complessa». E su Firenze? La partita, per tutti, non è persa.
Nella coalizione di centrodestra non sembra esserci scoramento per i risultati delle elezioni amministrative in Toscana anche se il Pd è il primo partito.
La regione, se si analizzano i Comuni più piccoli è, per i rappresentanti della coalizione di centrodestra, meno rossa: basta non farsi accecare – dicono – dai risultati dei capoluoghi. Nessuno lo dice apertamente ma in quei luoghi in cui, nelle scelte dei candidati a sindaco, si è usato il “manuale Cencelli”, i cittadini non hanno premiato la coalizione mentre laddove si è avuto un candidato che si è imposto per il ruolo ricoperto in un territorio, perché riferimento per alcune realtà, ha avuto ottimi risultati.
Anche se queste elezioni sono state «un po’ pazze» e con tante variabili da analizzare, da mettere sotto la lente di ingrandimento. Al momento c’è un’unica certezza condivisa: il governo viene premiato dagli elettori, anche se arriva dalla destra.
«A Follonica abbiamo vinto, a Piombino è mancato un soffio e andremo al ballottaggio. Livorno era una sfida difficile per la caratura del sindaco uscente, su Prato pensavamo più a un ballottaggio devo dirlo»: Fabrizio Rossi, coordinatore regionale di Forza Italia ritiene che il centrodestra in linea di principio sia stato premiato dove ha avuto la capacità di aggregare, di aprirsi alla società civile allargando anche il perimetro delle alleanze. E infatti i risultati migliori ci sono stati nelle piccole realtà dove tutti si conoscono e il voto è meno legato ai partiti ma più ai rapporti personali o al passaparola.
«Non sempre però la candidatura civica riesce a spopolare – dice Rossi – che annuncia che farà un’analisi seria, approfondita sui territori con un lavoro, gomito a gomito, dentro la coalizione con lo spirito di non guardare ai numeri, alle bandierine da mettere di ogni partito ma alla caratura dei candidati da scegliere. Facendosi una domanda sola: chi ha più probabilità di vittoria?». Un’analisi che anche Marco Stella, coordinatore regionale di Forza Italia condivide ricordando come il centrodestra, di fatto, amministra in più capoluoghi toscani e che i ballottaggi sono numerosi. «Sì la sconfitta di Prato brucia, Firenze è andata bene e sono tra coloro che ancora ci crede, Livorno era difficile. È una città particolare», dice mentre entra a una festa per la campagna elettorale fiorentina. «Non mi sono fermato. Neanche un giorno, credo nelle possibilità che ha Eike di vincere», aggiunge. Le Regionali sono dietro l’angolo e il centrodestra è pronto a valutare le candidature fin da subito. «Queste elezioni ci danno una fotografia di un centrodestra che può vincere: la somma dei voti della coalizione di centrosinistra è inferiore alla nostra, in Toscana. Siamo vivi e Forza Italia è pronta a nuovi, sempre migliori risultati». Anche in Toscana infatti si ricomincia a parlare di elettori del Centro. «Siamo l’unica forza moderata. L’unica prospettiva che abbiamo è la crescita. Nella regione in cui è nato il renzismo abbiamo più voti di Renzi. Ed è con gli imprenditori, con il mondo delle partite Iva che dobbiamo continuare a lavorare con la convinzione che qui il centrodestra è più vivo di sempre».
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