Toscana
Tassa rifiuti, il perché delle differenze: Pisa “paga” per studenti e turisti, Lucca sceglie il recupero crediti
Fra le due città una divario di 218 euro nella bolletta dei rifiuti
Pisa “maglia nera” e Lucca “la virtuosa”. Entrambe città d’arte, entrambe bellissime, ma agli antipodi a proposito di tariffa dei rifiuti: la differenza in bolletta ammonta a 218 euro in un anno (sempre in base allo studio condotto dal centro studi della Uil). La tariffa di Pisa è addirittura la più alta in Italia. «Ma Pisa – fanno sapere direttamente da Palazzo Gambacorti, sede dell’amministrazione comunale della città della Torre – è la prima città in Italia per rapporto fra residenti e studenti: sono novantamila i residenti e oltre cinquantamila gli studenti, i quali non pagano la tariffa dei rifiuti a Pisa. E agli studenti – aggiungono dall’amministrazione comunale – bisogna sommare il flusso dei turisti, le caserme, gli stabilimenti balneari. E gli ospedali più grandi della Toscana».
«Tutto questo – prosegue la spiegazione – produce un volume giornaliero di rifiuti grandissimo, il cui costo di smaltimento però viene spalmato soltanto sui cittadini residenti. L’amministrazione comunale – si sottolinea – sta mettendo a punto accordi con ospedali, operatori balneari e caserme per intensificare la raccolta differenziata, la cui percentuale, allo stato attuale, si attesta sul 64%». Tra le azioni di promozione della raccolta differenziata, il Comune, si fanno presente, ha stretto un «accordo con l’Università per sensibilizzare gli studenti». Così con gli ospedali, per contenere i rifiuti indifferenziati, i più costosi da smaltire: la conseguenza «sarà un alleggerimento della pressione sui residenti». Anche se per le famiglie in difficoltà «il Comune in bilancio ha previsto sgravi e un bonus Tari: in alcuni quartieri, inoltre, stiamo espandendo progressivamente la presenza dei cassonetti per la raccolta differenziata».
Lucca invece deve l’abbattimento della Tari a un’operazione a tappeto di emersione del sommerso: azione portata avanti da Sistema Ambiente, la società pubblico privata dei rifiuti, e l’amministrazione comunale. Sono stati portati avanti due tipi di azioni: da una parte il recupero degli insoluti (bollette non pagate per un totale di quattro milioni), dall’altra la messa a ruolo di abitazioni che per vari motivi non comparivano tra i contribuenti della Tari. Risultato: sono state scovate mille abitazioni rimaste “nascoste”. «Il risultato della nostra azione, evidenziato anche dallo studio della Uil – spiega Sandra Bianchi, presidente di Sistema Ambiente – è frutto di una attenta gestione delle spese, ma soprattutto di un energico lavoro di recupero crediti insoluti che ha consentito alla società una pulizia dell’anagrafica aziendale e la messa a ruolo di oltre mille immobili che prima non ne facevano parte».
A indurre una riduzione della tariffa fra 2022 e 2023, aggiungono da Sistema Ambiente, hanno contribuito «la nostra opera di contenimento dei costi e un’azione virtuosa su varie spese. Un’alta percentuale di raccolta differenziata (77% nel 2022, ndr) ha concorso a creare il risultato del lavoro fatto in pieno accordo da consiglio di amministrazione della società e amministrazione comunale. Senza nulla togliere ai servizi offerti: nella tariffa sono compresi servizi extra lo smaltimento “classico” dei rifiuti, come la ripulitura delle soffitte e molti spazzamenti notturni delle strade».
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