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Energie rinnovabili

Rinnovabili in Toscana, con il decreto del governo non c’è più spazio per eolico e fotovoltaico

di Mario Neri
Rinnovabili in Toscana, con il decreto del governo non c’è più spazio per eolico e fotovoltaico

Il nuovo decreto sulle energie green rende quasi impossibile l’installazione di eolico e fotovoltaico in Toscana. Il pasticcio: chiede pure di aumentarli

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No, le mappe in foto non disegnano una previsione sul voto. «Purtroppo non è una proiezione sulle prossime elezioni», scherza, con amara ironia, l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni. Perché le mappe sono lo rappresentazione iconica di cosa è stato possibile fare finora e cosa resterebbe del futuro green della Toscana se davvero si applicassero le nuove regole sull’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile. La Toscana rossa è l’immagine del blocco quasi totale su fotovoltaico ed eolico a cui dovremo piegarci. Addio progetti di conversione ecologica. Il green deal, a stare ai nuovi diktat di Roma, è un miraggio.

Il decreto

Ma andiamo con ordine. Cosa produrrà il blocco delle rinnovabili? Con il decreto legislativo 199 del novembre 2021 l’Italia recepisce la direttiva Red II. È un testo comunitario che impone agli stati membri di dotarsi di criteri precisi per l’individuazione delle aree idonee ad ospitare impianti per la produzione di energia rinnovabile. Il governo italiano avrebbe dovuto farlo varando un decreto attuativo entro 180 giorni. «Siamo alle porte con i sassi», dicono dalla direzione della Transizione ecologica della Regione. Perché adesso è sopraggiunta una tagliola.

La scadenza del Pnrr

Se il decreto attuativo non arrivasse entro il 30 giugno, l’Italia perderebbe l’ultima tranche di finanziamenti legati al Pnrr per la missione 2, quella della rivoluzione verde. In ballo per la Toscana ci sono più della metà dei 3, 4 miliardi di finanziamenti previsti. Ecco, per non veder evaporare l’ultima fetta della torta del recovery, il governo Meloni è corso ai ripari e intanto ha inviato la bozza del decreto alle regioni. Le mappe che vedete qui sopra sono il “prima” e il “dopo” l’applicazione dei nuovi criteri per l’individuazione delle aree idonee alle rinnovabili fissati nel decreto attuativo.

Le simulazioni

«Prima le regole transitorie erano così flessibili da rendere idoneo alle rinnovabili quasi il 70% del territorio», spiega David Tei, dirigente della Transizione ecologica della Toscana. «Attualmente infatti i decreti rendono idoneo gran parte del nostro territorio – continua Tei – e lo si vede nella mappa chiara a sinistra. Le zomne colorate di verde sono solo alcune delle aree idonee a cui vanno ad aggiungersi le zone prossime alle aree industriali, le aree da bonificare, le aree intono ai tratti autostradali, le cave e miniere dismesse eccetera». Spicchi di territorio per cui la Regione deve valutare e rilasciare eventuali autorizzazioni, cercando di bilanciare tutela del paesaggio e necessità di aumentare la produzione di energia green guardando a una conversione sostenibile.

Briciole verdi

«A destra – conclude il dirigente – c’è invece la rappresentazione della bozza di decreto in una mappa. È una nostra simulazione. Ebbene, traducendola in cifre, quella bozza rende inidoneo al fotovoltaico il 97% del territorio toscano, quasi il 100% inadeguato all’eolico». Perché? Semplice: la bozza inviata dal ministero dell’Ambiente alle Regioni – dopo numerosi passaggi in conferenza Stato-Regioni, al ministero della Cultura e a quello dell’Agricoltura – stabilisce una regola ferrea: aldilà dei paletti che fisserà la Regione per stabilire una zona idonea, ce ne è uno determinante per chiarire ciò che non lo è, e cioè non lo sono tutte quelle all’interno dei beni vincolati dal Codice del paesaggio (il d.lgs 42/2004), boschi inclusi. Rispetto a questi vincoli, il fotovoltaico può essere installato a 500 metri di distanza, l’eolico a 3 chilometri. Peccato che non ci sia crinale in Toscana lontano più di tre chilometri dal bosco, non c’è posto per i pannelli solari (o quasi) che sia a più di 500 metri. Nella Toscana rossa restano piccole macchie di verde: in Valdera, in Val di Cornia, qualcosa in Maremma e nell’Aretino. «Ma bisogna tener conto che si tratta di una mappa “grezza” – spiegano dalla Regione – Non è affatto detto che quel 3% di aree idonee sia adatto ad ospitare pannelli fotovolataici. E per l’eolico quelle briciole verdi di fatto spariscono».

Il paradosso

Un assurdo se si considera che oggi fra eolico, fotovoltaico, biotermico, idrogeno e geotermico in Toscana sono installati 2,5 gigawatt di potenza e che nella stessa bozza con cui di fatto blocca le rinnovabili il governo chiede alle Regione di pianificare altri 4 gigawatt entro il 2030. Applicando i nuovi criteri, una missione impossibile. Non solo. Il decreto non chiarisce che fine faranno le decine di impianti in corso di autorizzazione (25 impianti solari da un totale di 917 Mw, 16 parchi eolici per 667 Mw, un idroelettrico da 1 Mw). E il rischio è che fra la pubblicazione del testo e l’entrata in vigore si scateni la corsa alle richieste. Insomma, di aprire le stalle e far uscire i buoi.
 

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