Il Tirreno

Toscana

L’economia del mare

Portualità e concessioni, la denuncia di Usb: «Il sistema Genova parla all’Italia»

di Iacopo Simoncini

	Un momento della conferenza stampa
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Un momento della conferenza stampa

Conferenza stampa dell’organizzazione sindacale di fronte alla sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale. Si è partiti dalla vicenda riguardante il rilascio delle concessioni alle imprese operanti nello scalo marittimo genovese per arrivare alla situazione di tensione che potrebbe ingenerarsi al Terminal Darsena Toscana

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LIVORNO. Conferenza stampa, mercoledì 5 giugno, di fronte alla sede dell’Autorità di Sistema Portuale, da parte dei rappresentanti dell’Unione Sindacale di Base. Un discorso partito da lontano, quello dei dirigenti di Usb, ovvero dalla clamorosa inchiesta giudiziaria di Genova, che ha fatto emergere dinamiche “poche chiare” relativamente alle concessioni rilasciate in ambito portuale e, in particolare, ai rapporti tra alcuni grandi imprenditori del settore e la politica. Il discorso poi si è allargato alla realtà livornese.

«A Livorno, ad esempio – hanno esordito i rappresentanti dell’Unione Sindacale di Base – ci sono delle concessioni che potrebbero modificare gli assetti lavorativi: l’ultima è stata l’acquisizione di TDT: dopo l’intervento dell’antitrust, che ha bloccato la concessione per conto di MSC, poiché avrebbe provocato un monopolio sui contenitori, il terminal è stato ceduto al Gruppo Grimaldi, azienda non operante nell’ambito dei contenitori, ma dei RO-RO. Questa diversità sta portando a un cambiamento della destinazione d’uso del Terminal, in particolare nelle operazioni di scarico delle autovetture nuove. Per quanto ci riguarda, non siamo d’accordo con questa concessione, poiché si parla di un armatore che ha comunque il monopolio del traffico Ro-Ro nel porto di Livorno». Il discorso si è poi allargato al contesto generale, in particolare alla concessione dell’articolo 17 ed anche su questo tema si è soffermata l’USB.

«Ad oggi – hanno ripreso i dirigenti sindacali - non sappiamo ancora niente, solo a dicembre uscirà un bando di gara per promuovere il nuovo soggetto che potrà svolgere il lavoro temporaneo in porto ai sensi dell’articolo 17. I lavoratori interessati, circa 70, sono preoccupati per questa situazione anche se, a nostro giudizio, la scadenza della concessione potrebbe essere l’occasione per il porto di Livorno per cambiare l’organizzazione del lavoro, per creare un pool di manodopera e unire tutti quei lavoratori che lavorano con contratti diversi sulle stesse navi. Per cambiare definitivamente questo sistema bisognerebbe compiere delle riflessioni su cosa sono e come operano le società articolo 16 e optare per un pool di manodopera».

Il discorso, alla fine, si è spostato sul rinnovo del contratto di lavoro e su una trattativa nazionale che vede esclusa l’Usb dal confronto sulla contrattazione. «La democrazia sindacale all’interno dei porti – hanno concluso i rappresentanti di Usb - è il sale di qualsiasi sistema democratico e noi come organizzazione sindacale adesso abbiamo i numeri per partecipare al tavolo della contrattazione nazionale. In questo senso, abbiamo fatto una nuova richiesta di tavolo al Ministero».

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