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Morto a 21 anni nello schianto a Rosignano, chi era Marco Acciai: la scuola, il primo lavoro e i video sui social per raccontare le sue passioni
Ha perso la vita nell'incidente al casello dell'A12: la lettera straziante dell'istituto tecnico dove aveva da poco terminato gli studi
FIRENZE. «Auguro il meglio a tutti e che la vita possa darvi tanta felicità in futuro, anche ora che percorreremo strade diverse». Marco Acciai, il ragazzo fiorentino di 21 anni tragicamente scomparso nell’incidente di Rosignano, domenica 2 giugno, scriveva così in un post su Instagram dopo aver sostenuto l’esame di maturità. Diplomatosi appena due anni fa, all’Istituto tecnico Marco Polo di Firenze, salutava i suoi compagni di classe augurandogli il meglio. Era particolarmente affezionato alla sua scuola e alla 5E come si legge, ancora, sui suoi social. «Sono stati cinque anni lunghi ma allo stesso tempo sembrano volati: mi ricordo il primissimo giorno di scuola, la prima persona che mi ha rivolto la parola, mi ricordo perfettamente la disposizione dei posti il primo giorno, le prime impressioni e le prime amicizie, la prima gita a San Galgano e la seconda a Monaco, una delle esperienze più belle della mia vita».
La scuola e il primo lavoro
Una volta finite le superiori, aveva trovato lavoro come commesso in un negozio del centro ma la sua più grande passione era il mondo giapponese. Su YouTube e TikTok raccontava di manga, anime, mostrava le collezioni di fumetti, le action figures raffiguranti i suoi personaggi preferiti e spiegava le regole del gioco di carte Yu-Gi-Oh. Tra gli ultimi video condivisi anche il racconto del finesettimana passato a Milano in occasione della visita al pop-up store di One Piece. Tra le cose che amava fare c’erano i viaggi e ascoltare musica rap come testimoniano le foto di Marco a Pag in Croazia, insieme ai compagni di banco, e i video del concerto di Madame dell’estate scorsa.
Il ricordo della scuola
La sua scuola, citata così spesso nei post e nelle storie, lo ricorda così: «Siamo qui senza parole per abbracciarti tutti insieme: mai avremmo pensato che ci saremmo salutati così. Ci siamo visti da poco, passavi spesso a trovarci, l’ultima volta appena qualche giorno fa. Non hai mai dimenticato la tua scuola, sei e rimani un amato studente del Marco Polo». Nel messaggio, apparso sul sito dell’istituto fiorentino, emergono alcune delle caratteristiche di Marco: «Ti abbiamo voluto bene per la tua sensibilità, la tua dolcezza, la tua correttezza. Un po’ introverso, forse, ma allo stesso tempo amico e compagno di tutti».
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