Il Tirreno

Toscana

La superstrada “dannata”

Incidente in Fi-Pi-Li, tre ore di fila. La protesta: «Nessuna segnalazione»

di Barbara Antoni
Incidente in Fi-Pi-Li, tre ore di fila. La protesta: «Nessuna segnalazione»

Scontro fra tre mezzi poco dopo le 8,30: «Non ci hanno indicato di uscire»

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EMPOLI. La rampa di uscita di San Miniato è alle spalle da una manciata di metri. Nessun segnalatore di file, i furgoncini con l’indicatore a luci e freccia lampeggiante; sui tabelloni che conducenti di auto e tir hanno incontrato arrivando da Pisa solo un’informazione: “veicolo su strada”, non incuteva troppo timore. Tutto, insomma, scorre come da copione di un venerdì mattina di quasi estate: flusso di veicoli robusto ma accettabile. Ma sempre più chiaro, viaggiando, da lontano i conducenti vedono, sulle due corsie di marcia verso Firenze, i mezzi che cominciano a rallentare, sempre più. Finché, nell’arco di poche centinaia di metri – e di pochi secondi – il rallentamento diventa fila, di quelle difficili da superare: infatti durerà tre ore, con un’infinità di veicoli coinvolti, imprigionati fra il new jersey e la striscia bianca che delimita a destra la carreggiata; la corsia di emergenza, si sa, sulla superstrada Firenze Pisa Livorno, è rara da trovare.

Proprio la famigerata Fi-Pi-Li. Sono da poco passate le 8,30 ieri mattina, quando all’altezza del km 30 – fra San Miniato ed Empoli ovest – si verifica un incidente fra un furgone e due auto; altre tre auto rimangono coinvolte in modo lieve per un tamponamento. C’è una donna ferita, estratta dall’abitacolo dai vigili del fuoco: non sarebbe grave. Tutto si blocca. Di colpo. Il sole comincia a essere alto e la fila diventa un serpentone che arriva fino a Montopoli e oltre.
 

Incubo superstrada, incubo fila. Incubo estate, e siamo appena alla vigilia. Sulla pagina Facebook dei “Dannati della Fi-Pi-Li” le informazioni cominciano a rimbalzare, e anche le proteste: perché nessuno ha segnalato l’incidente. Ci sono centinaia e centinaia di veicoli fermi. Per quasi un’ora tutti lì ad attendere; intanto in diversi – conducenti e passeggeri – cominciano a scendere in strada. «Dovevo andare a Cortona, e prima passare a prendere alcune persone all’aeroporto di Firenze», dice un signore con gli occhiali. «Stavo andando a lavorare al Terrafino – racconta una giovane donna –, ho visto solo un annuncio su un tabellone, pensavo che si trattasse di un problema da poco. Se dai tabelloni o con un mezzo segnalatore avessero consigliato di uscire a San Miniato lo avrei fatto». E come lei giurano che avrebbero fatto tutti quelli che sono dovuti rimanere lì: gli autotrasportatori diretti alla zona fiorentina, qualcuno con i bimbi piccoli in auto, quelli che in auto trasportavano persone anziane, impaurite da quel trovarsi all’improvviso fermi nel mezzo del nulla.

Alle 9,40 la sirena della polizia squarcia l’atmosfera irreale della fila, le auto si spostano sui lati della carreggiata. Passano due auto della polizia e una dei carabinieri, un mezzo dei vigili del fuoco e due ambulanze. Alle 10,30 l’incubo sembra finito: il serpentone riparte, ma è una falsa partenza. Si fermerà pochissimo dopo, all’altezza di una stazione di servizio. Nessuna informazione. Tutti fermi di nuovo. E di nuovo tutti in strada. Sulla carreggiata opposta sfrecciano due carri attrezzi in successione: ciascuno trasporta un’auto accartocciata: quelle dell’incidente. Alle 11,30 i veicoli ripartono. Sul punto dell’incidente non c’è più niente, solo un’auto lasciata in una piazzola. 

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