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Vespa velutina in Toscana, perché è pericolosa e il piano della Regione per ridurne l’impatto


	Vespa velutina
Vespa velutina

Si tratta di una specie invasiva, arrivata dal sud-est asiatico, che sta minacciando il patrimonio apistico e le relative produzioni. Come riconoscerla e a chi segnalare la presenza dei nidi

31 maggio 2024
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Chi è, cosa fa, come è fatta, dove si trova e soprattutto come si gestisce la vespa velutina. La Regione Toscana ha avviato una campagna informativa su questa specie aliena, nell'ambito del Piano di gestione della specie, operativo dall'anno 2023, in attuazione della normativa europea e nazionale.

Il monitoraggio

La vespa velutina o calabrone asiatico a zampe gialle è un insetto originario del sud-est asiatico, che ha raggiunto l'Italia nel 2012, mentre la prima segnalazione nell'area nord della Toscana risale al 2017. Il suo impatto sulla biodiversità è molto rilevante, in particolare per la pressione predatoria esercitata nei confronti delle api - Apis mellifera e di altri insetti pronubi autoctoni. Per questo il piano di gestione della specie, a cui la Regione ha destinato 240mila euro di risorse statali per le tre annualità, prevede la realizzazione di un sistema di monitoraggio su tutto il territorio regionale che individui la presenza della specie invasiva e organizzi attività di distruzione e neutralizzazione dei nidi così da ridurne il più possibile l'impatto sull'ecosistema e sul patrimonio apistico regionale.

Perché è una minaccia

Secondo la vicepresidente della Regione e assessora all'agricoltura, Stefania Saccardi, il piano rappresenta uno strumento a supporto degli apicoltori del territorio, per intensificare la lotta contro una specie invasiva, che sta minacciando il patrimonio apistico regionale e le relative produzioni. In questo modo la Regione intende dare una risposta concreta a una delle minacce più insidiose per l'apicoltura, le cui produzioni sono state già duramente ridotte in questi anni, a causa degli effetti del cambiamento climatico. Con l'attuazione del Piano di gestione di questa specie antagonista, la Regione è vicina agli apicoltori toscani, destinando risorse, così da ridurre l'impatto della vespa sull'ecosistema e sul patrimonio apistico del territorio.

Le istituzioni coinvolte

Nell'attuazione del Piano sono coinvolte le istituzioni scientifiche: l'Università di Pisa, con i Dipartimenti di sciente veterinarie e di biologia e l'Università di Firenze col Dipartimento di biologia, per le attività di implementazione e coordinamento della rete di monitoraggio e di formazione/supporto scientifico alle Associazioni apistiche maggiormente rappresentative in ambito regionale: Associazione regionale produttori apistici toscani, Associazione apicoltori delle province toscane e Associazione apistica Toscana miele, che hanno aderito al Piano ed attuano il monitoraggio e l'attività di distruzione/neutralizzazione dei nidi individuati. Le Associazioni di apicoltori aderenti al Piano, in collaborazione con le Università di Firenze e Pisa (afferenti insieme al CREA di Bologna alla rete Stop-Velutina nata dal progetto ministeriale Mipaaf, VELUTINA, conclusosi nel 2016), hanno monitorato negli anni la presenza di questa specie aliena sul territorio regionale anche con strategie di controllo sperimentali. Le segnalazioni della presenza di nidi o esemplari della specie aliena sul territorio possono essere fatte al link https://www.stopvelutina.it/effettua-una-segnalazione/ o scrivendo a: progettovelutinatoscana@gmail.com

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