Il dolore
Europee, Mazzeo fra i candidati considerati “impresentabili”. Il presidente del consiglio regionale: «Non mi arrendo e vi spiego perché»
Il Dem: «Mi candido per difendere il principio della presunzione d’innocenza, sancito dalla nostra Costituzione»
«No, non mi arrendo a questo modo di fare politica». Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale della Toscana e candidato del Pd alle elezioni europee, in lungo post fa chiarezza sulla sua situazione dopo essere stato inserito nell’elenco dei sette esponenti considerati “incandidabili”. Il motivo? Da settembre 2022 Mazzeo è a processo per il crac de l’Unità con l’accusa di bancarotta. Quella della commissione parlamentare Antimafia è una segnalazione non vincolante, non obbliga i partiti a ritirare i candidati, ma è concepita come una sorta di monito e di atto di trasparenza.
Le tre risposte di Mazzeo
«Da ieri pomeriggio mi state inondando di telefonate, messaggi e mail. È una dimostrazione di affetto incredibile che mi emoziona e gratifica. Vi ringrazio di cuore e mi scuso se non sono ancora riuscito a rispondere a tutti personalmente», scrive Mazzeo sui social.
«Ci sono alcune domande ricorrenti che mi state ponendo, quindi approfitto di questo post per dare alcune risposte collettive.
1. Sì, sono ancora candidato. Vi chiedo di vivere gli ultimi 10 giorni di campagna elettorale con ancora più forza e determinazione. Invitate tutte le persone che conoscete a votare l'8 e 9 giugno, facendo una X sul simbolo del Partito democratico e scrivendo accanto Mazzeo.
2. No, non mi arrendo a questo modo di fare politica. Sono amareggiato ed è incomprensibile che a 10 giorni dal voto la Commissione parlamentare antimafia, che svolge un ruolo fondamentale, rediga "liste di proscrizione", equiparando il rinvio a giudizio per aver fatto parte del cda di un giornale a reati legati alla criminalità organizzata. Mi candido per difendere il principio della presunzione d’innocenza, sancito dalla nostra Costituzione. Avrei voluto parlare di temi come la difesa comune europea, il salario minimo e la transizione verde, ma sono costretto a difendermi da un processo mediatico.
3. Sì, chiederò al mio partito di portare avanti la battaglia per aggiornare le regole della Commissione, come suggerito dal senatore Verini. Questo attacco politico potrebbe colpire chiunque in futuro, e non è accettabile che una persona onesta finisca in un elenco associato alla mafia. Giustizia e democrazia esigono regole più giuste e processi più rapidi».
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