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Matteo Salvini accusa Il Tirreno di “imbavagliare” Vannacci: la risposta del direttore del quotidiano e del presidente del Gruppo Sae
Cristiano Marcacci: «Non diamo spazio a chi parla una lingua divisiva e distruttiva rispetto ai valori a cui la Toscana e “Il Tirreno” fanno riferimento». Alberto Leonardis: «Il signor Vannacci esprime un pensiero dal nostro punto di vista non democratico»
Il direttore del Tirreno Cristiano Marcacci e il presidente del Gruppo Sae Alberto Leonardis rispondono al senatore Matteo Salvini che ha accusato il quotidiano Il Tirreno di "imbavagliare" il generale Roberto Vannacci.
Il direttore Cristiano Marcacci
Al senatore Salvini mi permetto di evidenziare il fatto che “Il Tirreno” non imbavaglia nessuno e quindi non ha imbavagliato nemmeno il generale Roberto Vannacci. Risponde all’insopprimibile e sacrosanto diritto di critica far presente ai lettori che le idee del candidato sono totalmente dissonanti e divergenti da ciò che la Toscana da sempre rappresenta, nell’ambito dell’affermazione e della difesa dei diritti, dell’inclusività e della solidarietà verso i più deboli e gli emarginati. Non dare spazio a chi parla una lingua divisiva e distruttiva rispetto a questo enorme bagaglio di valori a cui la Toscana e “Il Tirreno” fanno costante riferimento, non un è imbavagliamento, bensì una precisa scelta. Che non ha niente di politico, dal momento che proprio negli ultimi giorni “Il Tirreno” ha dedicato due intere pagine, rispettivamente a Lei in qualità di segretario nazionale della Lega e a Susanna Ceccardi, ricandidata per la Lega al Parlamento europeo.
Il presidente del Gruppo Sae Alberto Leonardis
Non mi sembra che abbiamo mai imbavagliato Lei e i Suoi. Sulle nostre testate, infatti, uscite spesso e continuerete a farlo perché rappresentate un’importante forza politica del Paese. Il signor Vannacci esprime un pensiero dal nostro punto di vista non democratico, che riteniamo incompatibile con la nostra linea editoriale, che dà spazio a tutti meno che a coloro che contrastano con i principi democratici e di civile convivenza, ovvero diffondono idee discriminatorie.
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