Il Tirreno

Toscana

La ricorrenza

Apicoltura in Toscana, è crisi non solo per il clima: a cosa fare attenzione quando si compra un barattolo di miele

Apicoltura in Toscana, è crisi non solo per il clima: a cosa fare attenzione quando si compra un barattolo di miele

L’allarme di Coldiretti: «Comparto messo a rischio anche dalla concorrenza sleale»

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Melari vuoti (o quasi) e boom di importazioni di miele straniero (+23%). È una festa a metà quella della Giornata Mondiale delle Api che si celebra il 20 maggio con l’obiettivo di far conoscere ai cittadini l’importanza della “bee economy”, un settore del made in Italy fondamentale per la difesa della biodiversità «oggi messo a rischio da clima e concorrenza sleale». A dirlo è Coldiretti Toscana che ha promosso nei mercati e nelle aziende agricole laboratori didattici, degustazioni e visite tra le arnie.

I numeri

In Toscana sono oltre 7mila le aziende apistiche che si prendono cura di 170mila alveari e 20mila sciami e producono numerose tipologie di miele, dall’acacia al castagno, dall’edera al girasole, dalla sulla al rovo, «con una crescita sensibile della presenza di donne e giovani a condurre le aziende apistiche», riepilogano ancora in nota da Coldiretti. «Un settore in grandi difficoltà a causa dei cambiamenti climatici che mandando in tilt le api che non riescono più a sincronizzarsi con le piante con conseguenze non solo sulla quantità di miele prodotto e sulla sostenibilità economica delle aziende agricole, ma principalmente per le colture alimentari considerando che tre su quattro dipendono proprio dalle api e dagli altri impollinatori».

L’export

Ai rischi climatici si aggiungono i rischi per le importazioni di miele da «paesi terzi di bassa qualità nei confronti del quale è bene essere preparati». Quando si acquista un barattolo di miele occorre infatti sempre verificare con attenzione «l’origine in etichetta oppure rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. La parola Italia deve essere presente per legge sulle confezioni di miele raccolte interamente sul territorio nazionale (es. Miele italiano) mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della Ue” indicando il nome dei Paesi (ad esempio, se viene da Italia e Ungheria sul barattolo dovrà esserci scritto Italia, Ungheria); se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della Ue” con il nome dei Paesi, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della Ue”, anche qui con l’indicazione dei nomi dei Paesi». 

L’etichetta

E concludono da Coldiretti: «Un ulteriore sostegno in tale direzione viene dalla nuova Direttiva Breakfast varata dall’Unione Europea che introduce un’etichetta obbligatoria e chiaramente visibile del paese di origine, e avvia un processo per creare un sistema di tracciabilità del prodotto. Nel caso di miscele, l'etichetta includerà anche la percentuale per ciascun Paese di provenienza».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web