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Daniela Santanchè, presunti abusi edilizi nella villa a Pietrasanta. La ministra: «Quella casa è di mio figlio»

Daniela Santanchè, presunti abusi edilizi nella villa a Pietrasanta. La ministra: «Quella casa è di mio figlio»

Il sindaco Giovannetti: «Non facciamo sconti a nessuno, neppure a una rappresentante del governo in carica»

28 aprile 2024
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PIETRASANTA. Una richiesta di attestazione di conformità in sanatoria che nel giugno 2017 risulta agli atti come «chiusa da ufficio»: è la richiesta dei tecnici incaricati da Lorenzo Mazzaro, figlio di Daniela Santanchè, agli uffici del Comune di Pietrasanta. L’immobile è la villa di Mazzaro nel parco della Versiliana, ex rudere trasformato a partire dal 2014 nell’attuale dimora di prestigio. «La casa è di mio figlio e le pratiche le segue lui», fa sapere Santanchè, ministra del Turismo di casa in Versilia, interpellata ieri dal Tirreno con l’intento di capire se dal 2017 a oggi la situazione di irregolarità di alcune parti esterne della abitazione sia mutata o meno.

Quando gli uffici del Comune di Pietrasanta chiudono la pratica di richiesta di sanatoria, gli elementi portati all’attenzione del Comune da Mazzaro sono così elencati: «Variazione prospettiche con modifiche alle aperture, realizzazione di comignoli, formazione pergolati e pavimentazioni esterne, abbassamento del piano di calpestio piano terra, oltre al rifacimento recinzioni e nuovi ingressi pedonale e carrabile al fabbricato residenza monofamiliare». A segnalare che qualcosa non andava nella realizzazione dei lavori era stata la polizia municipale di Pietrasanta dopo le verifiche effettuate alla villa all’interno del parco della Versiliana. Villa che ha un numero civico completamente diverso – e di parecchi numeri distante – da quell’indirizzo viale Apua 1 che compare in tutti gli atti ufficiali della vicenda di richiesta di sanatoria per l’immobile di Lorenzo Mazzaro.

«Possono esistere discrepanze catastali e succede più spesso di quanto si pensi», sono le parole di Giovanni Fiori, comandante della polizia municipale di Pietrasanta. «Noi abbiamo effettuato le verifiche alla villa che non è in viale Apua 1».

Indirizzo per il quale, cercando nel sito Internet del Comune di Pietrasanta, emerge una autorizzazione paesaggistica semplificata rilasciata nel 2022 per i civici 1-3 dello stesso viale Apua. Dove le foto oggi mostrano lavori di ristrutturazione terminati di recente e campanelli senza nomi.

Restano tutte aperte le domande in merito a cosa sia accaduto dal 2017 a oggi relativamente alla sanatoria archiviata dagli uffici del Comune di Pietrasanta. Nel cui sito non si trovano altri atti a nome Lorenzo Mazzaro, successivi al 2017. Così come non si trovano ricorsi eventualmente presentati al Tar o al Consiglio di Stato nel sito della Giustizia amministrativa.

Il sindaco Alberto Giovannetti, con gli uffici chiusi per la giornata domenicale, non è stato in grado di fornire aggiornamenti sullo stato della pratica. Che, se fosse ferma al 2017, dovrebbe aver visto – prima o poi – un avvio di procedimento per il ripristino dell’immobile con il ritorno allo stato precedente dell’opera oggetto di richiesta di sanatoria.

«Il lavoro dei nostri uffici, uguale per tutti, è una garanzia per tutti i cittadini», sono le parole del primo cittadino di Pietrasanta al telefono con Il Tirreno. Giovannetti continua: «E ci tengo a sottolinearlo, ricordando che abbiamo fatto proprio negli ultimi giorni alcuni interventi su abusi che abbiamo liberato e demolito. Ci sono le norme che in certi casi consentono di sanare e in altri no. Il nostro ufficio guarda tutte le pratiche allo stesso modo. Tenendo conto che a volte si ha a che fare con norme molto complicate e che ci sono realtà che hanno vincoli più pesanti. Tanto che la stessa sanatoria in un contesto viene rilasciata, mentre in altri casi si fa più complicata. Comprendo bene che si possa incappare in limiti più restrittivi, ma certo è che bisogna adeguarsi alle norme vigenti». 

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