Il Tirreno

Toscana

Venti di guerra

Da Camp Darby all’Est Europa inviati oltre 400 mezzi militari: andranno a potenziare l’esercito Usa


	I mezzi militari in partenza dal porto di Livorno
I mezzi militari in partenza dal porto di Livorno

Sono destinati alla Prima divisione di cavalleria dell’esercito statunitense schierata nell’operazione Atlantic Resolve. La partenza dal porto di Livorno

25 aprile 2024
3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Alcuni sono solo transitati, altri sono stati immagazzinati in attesa di essere spediti in teatri bellici. La maggior parte degli oltre 400 mezzi militari – tra cui blindati e veicoli corazzati – approdati nelle scorse settimane al porto di Livorno a bordo di una nave battente bandiera liberiana e passati dalla base di Camp Darby per una sorta di sosta tecnica, sono partiti alla volta dell’Est Europa per potenziare la disponibilità di veicoli e attrezzature della Prima divisione di cavalleria dell’esercito statunitense, nelle scorse settimane schierata nell’operazione “Atlantic resolve”, la missione di deterrenza russa avviata nel 2014 per rafforzare il fianco orientale della Nato in risposta all’invasione del Donbass e all’annessione della Crimea, “rivitalizzata” lo scorso anno dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden con l’invio di altri tremila militari. Lo stesso che nella serata di mercoledì scorso ha firmato un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina per oltre un miliardo di dollari. Non è escluso che una parte delle centinaia di mezzi arrivati dagli Usa nel Vecchio Continente attraverso il porto di Livorno, sfruttando l’operatività dell’enclave a stelle e strisce che sorge tra Pisa e Livorno, possa oltrepassare i confini di Polonia – dove sarebbero stati spediti i mezzi transitati da Camp Darby – per finire nella disponibilità dell’esercito ucraino.

L’operazione

Si tratta principalmente di «mezzi di supporto logistico, portapersone e rimorchi», fa sapere lo United States European Command (Useucom), il Comando europeo delle forze armate statunitensi. Camion, veicoli per il trasporto e il trasferimento rapido di truppe, veicoli tattici per trainare le attrezzature, ma anche mezzi blindati e corazzati da impiegare in teatri operativi. Mezzi, ma non solo. Dalla nave liberiana Aal Kembla, sono state infatti scaricate anche le cosiddette «attrezzature containerizzate»: container contenenti “kit” per allestire campi da battaglia provvisori e mobili. L’operazione – la seconda dall’inizio dell’anno per il trasferimento di mezzi e attrezzature belliche Usa sul fronte orientale che vede protagonista il porto di Livorno con la “regia” di Camp Darby –, è stata gestita dall’Us army’s military surface deployment and distribution command (Sddc), il comando responsabile degli schieramenti e della distribuzione dei materiali dell’esercito degli Stati Uniti, con l’impiego di decine di uomini appartenenti a battaglioni e brigate di stanza in Germania (39th Movement control battalion, 16th Sustainment Brigade, 21st Theatre Sustainment Command, 598th Transportation Brigade) con il supporto dell’839th Transportation Battalion, che ha sede a Camp Darby, che dopo il passaggio dall’installazione militare americana hanno gestito l’operazione di trasferimento dei mezzi e delle attrezzature verso i Paesi dell’Est.


La ferrovia

Uno dei più grandi “carichi” di mezzi e materiali militari Usa approdati al porto di Livorno e transitati da Camp Darby che sarà probabilmente anche l’ultimo gestito con il trasferimento su gomma. Tra qualche mese dovrebbe infatti entrare in funzione il collegamento ferroviario tra la piccola stazione di Tombolo e l’Ammunition storage area (Asa) di Camp Darby, l'area della base dove sorgono i bunker adibiti allo stoccaggio e alla conservazione di munizioni e materiali bellici che, anche attraverso un ponte girevole costruito sul Canale dei Navicelli, permetterà di trasferire su rotaia il trasporto delle “merci” militari con un collegamento diretto tra il porto di Livorno e quello che rappresenta il cuore dell’enclave a stelle e strisce.

 

Le ultime
Il lutto

È morta l’”immensamente Giulia” delle Vibrazioni, il ricordo commovente di Sarcina: «Ora più che mai sei lucente armonia»

Ciao Franchino