Aprile con caldo record, in Toscana l’estate è già arrivata. Gozzini (Lamma): «Fenomeno unico»
All’Abetone si prevedono 20-21 gradi. Da luglio 2023 a marzo 2024, le temperature medie più alte dal 1850 ad oggi nella nostra regione. La nostra intervista al direttore del Consorzio meteo Lamma: l’analisi e le sue preoccupazioni sul clima
Sole a picco. E si toccheranno punte di 27 gradi centigradi a Firenze e Prato, leggermente inferiori sulla costa, più ventilata: 22 a Livorno, 25 a Grosseto. Da oggi (domenica 7), la seconda settimana di aprile lancia l’anteprima estiva con l’anticiclone sub sahariano che arriva a coprire tutta la regione. Da oggi a martedì la colonnina andrà su di botto. In tutta la regione si prevedono circa 7-8 gradi centigradi oltre la media stagionale. All’Abetone si prevedono 20-21 gradi centigradi. Un record. Dopo un altro record che si è registrato negli ultimi nove mesi in Toscana, da luglio 2023 a marzo 2024, con temperature medie che sono state le più alte dal 1850 ad oggi.
«Un fenomeno unico, con la persistenza e la continuità di un periodo così lungo di temperature costantemente sopra la media- spiega Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio meteo Lamma a supporto del servizio civile della Regione Toscana – fra oggi e martedì assisteremo a un forte innalzamento delle temperature soprattutto nella Toscana interna».
Direttore Gozzini, siamo di fronte all’estate anticipata?
«Troppo presto per dirlo. Diciamo che fino a martedì avremo temperature davvero alte per essere nei primi giorni di aprile soprattutto nella piana fra Firenze, Prato e Pistoia. A Firenze si arriverà a 27 gradi, che potrebbero essere anche di più. Stessa cosa nella piana. Più mite sul litorale, anche se a Grosseto si andrà sui 25 gradi, come anche a Pisa».
Si prevede un’altra estate infuocata?
«Le previsioni stagionali dei centri di elaborazione americani ed europei evidenziano che un problema di questo tipo potrebbe presentarsi davvero. D’altronde in continuità con gli anni precedenti. Sembra che non ci sia soluzione di continuità».
Arriva di nuovo un altro anticiclone africano e nel riscaldamento globale c’è sempre di mezzo “El Nino” che si forma nell’Oceano Pacifico.
«Sì. Il caldo di questi giorni, è portato da un anticiclone di origine sub sahariana. La causa a monte resta “el Nino” (fenomeno climatico che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centro-meridionale e orientale, ndr) che non ferma la sua evoluzione e si espande».
Insomma, il cambiamento climatico incalza senza pause?
«Per ora sì. È così, siamo davanti a cambiamenti climatici che accelerano in modo importante. Dobbiamo capire quanto e come durerà. I dati elaborati fino ad ora fanno pensare che a fine 2024 “El nino” potrebbe fermare la sua ascesa nel riscaldamento climatico e iniziare un arretramento. Il 2025, in questo caso, potrebbe riportare le temperature in media stagionale, ma per ora non possiamo certo dire che sia così. Anzi».
Gli ultimi periodi hanno fatto registrare ancora anomalie di temperature in Toscana?
«Eccome. Da luglio 2023 ad oggi abbiamo avuto in successione i 9 mesi più caldi di sempre, ossia negli ultimi 174 anni. In sintesi, da luglio ’23 a marzo ’24 abbiamo registrato le temperature medie più alte di sempre dal 1850 ad oggi. Un dato incredibile».
Effetto dei cambiamenti climatici, dicevamo, che comporta mutamenti importanti su tutta la Toscana.
«Mutamenti importanti non solo nel riscaldamento dell’atmosfera. Se guardiamo le temperature del mare, in questi primi giorni di aprile abbiamo una temperatura media di 15° gradi centigradi del Tirreno e del Mar Ligure. Significa oltre 1 grado e qualcosa superiori alla temperatura media stagionale e il riscaldamento del mare è il campanello d’allarme più preoccupante. Uno perché muta radicamente la vita marina, due perché per registrare una temperatura media di oltre 1 grado e più del mare significa che siamo davanti ad una modifica strutturale del clima».
Si preannuncia un estate 2024 con notti tropicali e ondate di calore asfittiche?
«Le previsioni stagionali, dopo questa prima ondata di caldo di aprile, rientreranno più o meno nella media nelle prossime settimane e ci saranno anche delle piogge, anche se non eccessive. Ma di più per ora non si può prevedere. I dati elaborati fanno pensare ad un maggio e giugno con temperature e piogge nella media stagionale. Ma che l’estate 2024 possa seguire nell’andamento delle ondate di calore quanto già avvenuto del 2022 e 2023, è realistico. Diciamo che ci dobbiamo preparare al torrido caldo».
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