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Mai più cani alla catena in Toscana: «Obiettivo garantire il loro benessere»

di Paola Silvi
Mai più cani alla catena in Toscana: «Obiettivo garantire il loro benessere»

La Regione approva il regolamento definitivo. L’assessore Simone Bezzini: «La nostra è una scelta di grande civiltà»

02 aprile 2024
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Mai più cani tenuti legati alla catena in Toscana: la giunta regionale infatti, proprio in questi giorni, ha approvato il regolamento definitivo che vieta l’uso della catena. E il percorso parte da lontano. Dagli incontri con le associazioni e il mondo del volontariato, dai numeri e dagli episodi in cui gli animali si sono trovati in estrema difficoltà. Da quando, a dicembre è arrivato il primo sì e la commissione competente del Consiglio regionale si è espressa con parere favorevole. Con l’atto in questione si modifica il regolamento del 2011 che ancora, sia pur in via eccezionale e per un massimo di sei ore al giorno e catene lunghe almeno sei metri, prevedeva la possibilità di tenere un cane legato. I motivi per cui i proprietari decidevano di legare i propri quattro zampe potevano essere vari e diversi: dalla presunta aggressività dell’animale alla sua probabile tendenza a scappare, al limitare il fastidio che avrebbe potuto dare ai vicini di casa. Così partendo dal presupposto che il cane ha dei diritti legalmente riconosciuti e non può essere maltrattato o immobilizzato, la pratica che nega la natura dell’animale che invece ha bisogno di libertà per esplorare, correre e annusare il mondo che lo circonda, è stata cambiata. Il divieto ha ottenuto valenza immediata. Varrà tutto l’anno e non solo d’estate come è stato nel 2023, quando tenere i cani legati alla catena fu proibito con ordinanza dal presidente della Toscana, Eugenio Giani, perché con il caldo e il pericolo di incendi gli animali rischiavano di morire. «Il fenomeno dei cani alla catena è più diffuso di quanto si possa credere e il precedente regolamento non definiva in maniera puntuale in quali casi eccezionali un cane potesse essere tenuto in questa condizione, lasciando di fatto il tutto alla discrezionalità dei singoli - spiega Simone Bezzini, assessore regionale al Diritto alla salute - Da qui la scelta di definire in maniera più rigorosa il divieto». In Italia di fatto non esiste alcuna legge nazionale applicabile su tutto il territorio che vieti questa pratica. Con la modifica del regolamento, la Toscana si inserisce nella lista delle regioni attente alla salute e salvaguardia degli animali e vieta «la custodia del cane alla catena o con mezzi di contenimento similari», e definisce in maniera precisa le eccezioni, ovvero di fronte a casi di «comprovate ragioni sanitarie o per urgenti misure di sicurezza». «Garantire il benessere degli animali è una scelta di civiltà - conclude l’assessore - Per quseto abbiamo approvato in via definitiva il regolamento che vieta di tenere i cani alla catena tutto l’anno, salvo che per precise ragioni sanitarie e di sicurezza. Oggi possiamo dire con orgoglio che in Toscana abbiamo fatto un passo avanti significativo per tutelare il benessere e la sicurezza dei cani, riconoscendo l’importanza di trattarli con rispetto e cura»l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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