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La stretta del governo

Bonus edilizi, l’ira delle imprese: «Le novità sono la mazzata finale». Cosa cambia e gli effetti in Toscana

di Martina Trivigno
Bonus edilizi, l’ira delle imprese: «Le novità sono la mazzata finale». Cosa cambia e gli effetti in Toscana

Il presidente dei costruttori: «Già ora c’è chi ha crediti che non riesce a cedere». Ance chiede un incontro «per una programmazione seria sulla transizione green»

28 marzo 2024
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«È l’ennesima mannaia per le imprese toscane e, questa volta, alcune non ce la faranno a rialzarsi». Il grido di allarme arriva da Rossano Massai, presidente regionale di Ance Toscana, l’Associazione nazionale dei costruttori edili. Il governo, a sorpresa, martedì sera ha approvato un decreto in materia di bonus edilizi che introduce delle novità: in particolare, elimina ogni tipo di sconto in fattura e cessione del credito per tutte le tipologie che ancora lo prevedevano. Un bel problema perché – come spiega Massai – «già adesso ci sono imprese toscane con crediti di qualche milione di euro nei loro cassetti fiscali che non riescono a cedere». In sostanza, queste aziende hanno prima fatto un lavoro di ristrutturazione, accettando come pagamento un credito fiscale al posto del denaro. Quando, poi, hanno provato a monetizzarlo (molto spesso in banca), hanno trovato il sistema bloccato. E, a questo punto, vendere questi bonus sta diventando quasi impossibile.

Il senso di abbandono

In Toscana, il settore edile conta più di 52 mila imprese che rappresentano circa il 15% delle aziende totali e offre lavoro a circa 100 mila addetti (circa il 6% del totale occupati in regione). Numeri importanti e, anche per questo, gli imprenditori edili speravano in un’attenzione maggiore da parte del governo per fare in modo che questa situazione di impasse si risolvesse. Invece no. «Questa è un’altra normativa che arriva tra capo e collo e che purtroppo creerà per qualche azienda toscana problemi ancora più grossi rispetto a quelli che già hanno – spiega Massai – I bonus, soprattutto il superbonus, sono stati caratterizzati, nel tempo, da un continuo cambiamento di regole che creato soltanto difficoltà. Il problema più grande? Che non riusciamo a programmare i nostri lavori, c’è sempre qualcosa di nuovo che arriva».

Il pubblico paga tardi

In prima battuta – dice Ance Toscana – salta la programmazione dell’impresa da un punto di vista economico-finanziario. Eppure non è l’unica difficoltà con cui le imprese edili devono fare i conti. «La pubblica amministrazione paga con ritardi enormi – precisa il presidente Massai – e sulle spalle dei costruttori edili c’è ancora il peso del caro materie prime: prima bisogna pagare e poi ritirare i materiali. E poi ci sono le difficoltà per le imprese ad accedere ai finanziamenti con i tassi d’interesse ancora troppo alti».

Il futuro green

Una voragine che rischia di trascinare con sé una parte delle aziende toscane. E, guardando avanti, c’è anche la nuova normativa europea sulle case green. «Tutto sommato è stata rivista rispetto a quella prevista in origine – conclude il presidente di Ance Toscana – ed è infatti molto più elastica perché dà mandato ai singoli Stati membri dell’Unione europea, che hanno di fatto situazioni molto diverse l’uno dall’altro, di fare normative ad hoc che consentano di raggiungere possibilmente degli obiettivi. Noi, come Ance, da tempo chiediamo un tavolo, tutti insieme, per fare una programmazione seria che vuol dire: mettere in moto la transizione ecologica con normative che consentano di essere sopportate sia dallo Stato sia dai privati. Per fare questo, però, serve una visione a lungo raggio, di almeno 15-20 anni. In Italia non c’è mai stata, neppure per i bonus e la storia recente lo dimostra, ma non è più possibile andare avanti così».

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