Gioco
Elena Pietrini, la rivelazione della livornese talento del volley: «Amavo la ginnastica artistica, ma ho dovuto rinunciare»
L'intervista alla schiacciatrice azzurra che oggi milita nella Dinamo Ak-Bars di Kazan in Russia: «Ho iniziato a giocare grazie a mia mamma e mia sorella»
Articolo scritto dalle studentesse 16enni Martina Baggiani, Donatella Paoli, Sara Pupill e Giada Sprugnoli dell’ITIS Galileo Galilei di Livorno, nell'ambito del progetto Scuola2030
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LIVORNO. Elena Pietrini è una pallavolista e campionessa della nazionale italiana, è nata a Imola il 17 marzo 2000 ma è residente a Livorno. Durante la sua carriera sportiva, il suo ruolo è sempre stato quello di schiacciatrice. Ha giocato in molte squadre diverse e, attualmente, gioca nella Dinamo Ak-Bars di Kazan, in Russia, nel campionato professionistico femminile 2023/2024 per la formazione di Superliga russa.
Elena, come è iniziata la tua carriera da pallavolista?
«Ho iniziato a giocare all’età di 12 anni, ma inizialmente non mi dedicavo esclusivamente alla pallavolo. Contemporaneamente praticavo anche ginnastica artistica, ma a un certo punto ho dovuto interrompere a causa della mia altezza, anche se mi piaceva molto ed ero portata».
E la scintilla per la pallavolo, invece, quando è scoccata?
«La passione per questo sport è nata grazie a mia mamma, che praticava pallavolo da giovane. E anche a mia sorella, che andavo a vedere sempre in palestra quando si allenava».
Ci sono stati momenti più difficili in questi anni?
«Sì. Durante la mia carriera ho dovuto affrontare anche momenti difficili e non nego che probabilmente ce ne saranno anche altri in futuro. Ma con l’appoggio dei miei familiari, che considero i miei “primi tifosi”, e dei miei amici, sono sempre riuscita a superarli».
Uno in particolare?
«Uno dei momenti più difficili che ho dovuto affrontare è stato il primo anno lontano da casa, quando mi sono trasferita a Roma. Ero piccola, avevo solo 15 anni, e affrontare tutte le problematiche legate all’età e al trasferimento non è stato facile. Con il passare degli anni ogni volta che sentivo nostalgia di casa l’ho sempre affrontata in maniera semplice, ovvero facendo molte videochiamate. Ma, appena posso, torno a casa per godermi la mia famiglia, i miei amici, la mia casa, i miei cani e il mio amato mare».
Oggi, che sei arrivata ad altissimi livelli, che bilancio fai della tua carriera?
«Il mio obiettivo non era arrivare così in alto perché non pensavo di essere tanto brava. In realtà quello che desideravo era solo arrivare a giocare insieme a mia sorella».
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