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Debiti col Fisco, rate di 10 anni per chi non ce la fa e crediti nel cestino dopo 5 – Cosa cambierà
Riscossione dei debiti, tante le novità nel decreto legislativo passato in Consiglio dei Ministri
Il 'fisco amico' "passa anche dalla rateizzazione dei debiti tributari, dando la possibilità ai contribuenti di poter pagare, tutto, ma in tempi congrui". È quanto fanno sapere fonti di governo dopo l'approvazione del decreto legislativo sulla riscossione oggi in Consiglio dei Ministri.
Per chi è in difficoltà dilazione fino a 120 rate (10 anni)
Novità rilevanti per chi non riesce a pagare e vuole accedere a una rateazione dei pagamenti. Nel testo che è stato esaminato dal consiglio dei ministri ci sono due meccanismi. Chi ha debiti fino a 120mila euro, e auto-dichiarerà la propria situazione di difficoltà, vedrà progressivamente la possibilità di allungare le rate. Si passerebbe dalle attuali 72 a 82 nel 202-26, 96 nel 2027/28 e 198 a partire dal 2029.
Nel caso in cui lo stato di difficoltà venisse documentato con la presentazione dell’Isee (per le persone fisiche) o con i dati contabili, per le aziende, le rate potranno salire a 120 già dall’anno prossimo. Questo varrà per chi ha debiti superiori ai 120mila euro. Per chi invece ha cifre inferiori, la progressione sarà di 85 per il 2025-56, 97 nel 2027-28 e 109 a partire dal 2029.
Cartelle non riscosse: nel cestino dopo 5 anni
A partire dal 2025 le cartelle non riscosse finiranno nel cestino. Si tratta di quelle emesse dal primo gennaio dell’anno prossimo e finiranno nel cestino nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non sarà riuscita a recuperare il dovuto.
Non è ancora chiaro cosa succederà dopo la “cestinatura”, ma non dovrebbe trattarsi di un’eliminazione definitiva. Decorsi i 5 anni le somme non saranno stralciate, ma l`ente creditore potrà mettere in campo tre differenti soluzioni: gestire in proprio la riscossione coattiva delle somme discaricate; affidarla in concessione a soggetti privati mediante gara pubblica; riaffidarla all`AdER (Agenzia entrate e riscossione) per 2 anni nel caso in cui l`ente creditore venga a conoscenza di nuovi e significati elementi reddituali del debitore.
"Oggi il governo ha approvato in prima lettura il decreto sulla riscossione. Si tratta di un importante intervento su una materia complessa e delicata, che ha tre obiettivi: snellire l'attuale magazzino di debiti fiscali, attualmente a 1.200 miliardi''. A dirlo è il viceministro dell'Economia Maurizio Leo al termine del Consiglio dei ministri. Attraverso il provvedimento si punta, inoltre, a ''evitare che in futuro se ne crei un altro della medesima entità; rendere la riscossione più veloce ed efficiente, in linea con i principali Paesi europei".
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