Gioco
Dillo al direttore, chi fornisce ai truffatori i numeri e gli indirizzi degli anziani soli?
La trappola del falso avvocato
Ecco uno degli interventi dei lettori pubblicati sull’edizione cartacea di sabato 2 marzo, nella pagina dedicata al filo diretto con il direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci. “Dillo al direttore” è l’iniziativa che permette alle persone di dialogare direttamente con Cristiano Marcacci, attraverso il canale WhatsApp (366 6612379) e l’indirizzo mail dilloaldirettore@iltirreno.it.
Mi è stata segnalata una recente truffa ai danni di cittadini anziani e riconoscendo che è criminale ingannarli ed approfittarne, anche se purtroppo oggi più che mai assistiamo a un incarognimento generale della società, mi sento in obbligo di denunciare il caso. Come narratomi: in seguito a una telefonata che comunicava un incidente che aveva coinvolto un familiare (in forma attiva e/o passiva), qualcosa era andato storto perché la persona coinvolta avrebbe potuto trovarsi nei guai con la giustizia, e guai seri. Ma la soluzione c’è: basta pagare qualche migliaio di euro a un avvocato di fiducia, per il quale passerà un delegato a casa a ritirare il contante richiesto, ma unicamente contante! Ora, in primo luogo io mi chiedo come facciano questi delinquenti/farabutti ad avere i numeri di telefono, i recapiti domestici, i nominativi dei familiari alla faccia della privacy pubblica (basta pensare che per tale legge gli insegnanti anche nelle loro comunicazioni interne devono usare solo le iniziali degli alunni!)... e quindi io penso a fughe di notizie gravemente illegali da parte delle compagnie telefoniche, dei servizi anagrafici, di Facebook o altre manie tecnologiche.
Però mi chiedo anche come mai uno sportellista di servizio cassa in banca/poste che sicuramente riconosce il cliente, non si accorga dello stato di agitazione nel richiedere un prelevamento urgente, in contanti e di notevole entità, e quindi allertare il direttore e a sua volta le forze dell’ordine per richiedere un controllo domiciliare del cliente. Polizia/carabinieri, una volta allertati, si possono recare al domicilio della persona, sempre in divisa e con auto di servizio per farsi riconoscere, e raccomandare la calma e spiegare il raggiro. Di conseguenza loro attenderanno il falso avvocato o incassatore per coglierlo in flagrante. Le forze dell’ordine frequentemente segnalano al pubblico e fanno incontri per spiegare e allertare su questi raggiri e consigliare il modo di difendersi per non essere truffati, ma nonostante tale loro impegno, purtroppo c’è sempre chi cade nelle trappole.
Carlo Vignali
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