Gioco
Fi-Pi-Li, cosa cambia: autovelox e pedaggi, ecco la lista dei veicoli che dovranno pagare
Pronta una sorta di rivoluzione per la strada di grande comunicazione: e la Provincia di Pisa non ci sta
La Regione tira dritto sulla costituzione di Toscana Strade spa, società a cui saranno demandate in blocco attività e interventi relativi a gestione, manutenzione e miglioramento della superstrada Firenze-Pisa-Livorno. Uno degli obiettivi previsti nel programma di governo 2020-2025 del presidente della Regione Eugenio Giani: se ne parla da tempo e da tempo si trova nel mezzo di accese polemiche, a partire dalla prevista istituzione del pedaggio, a carico di mezzi di trasporto merci e persone (in quest’ultimo caso sopra il numero di nove trasportati): provvedimento osteggiato in modo massiccio dalle associazioni di categoria dei trasportatori.
Proventi da multe solo alla Regione
Dalla proposta di legge sui tavoli dei consiglieri regionali – e continuo oggetto di riflessione anche all’interno del gruppo Pd, riunitosi nel merito della costituenda Toscana Strade anche nelle ultime ore – emerge un ulteriore aspetto: quello dei proventi da multe per superamento dei limiti di velocità rilevato dagli autovelox, finora (in base alla convenzione stipulata nel 2018 da Regione, Città Metropolitana di Firenze, Province di Pisa e Livorno) spettanti per metà all’ente proprietario della Fi-Pi-Li (la Regione Toscana) e metà agli enti da cui dipendono i rilevatori (le due Province e la Città Metropolitana di Firenze). Non un aspetto irrilevante: per le due Province e la Città Metropolitana è una partita che vale ogni anno qualche milione di euro (le entrate da sanzioni per superamento di velocità rilevato da misuratori sono stimate in 9,331 milioni nel 2024 e 9,692 nel 2025), seppure in parte finora fossero riversati per la superstrada.
Scatta la mobilitazione
La Provincia di Pisa non ci sta. Per spiegare la sua posizione, il presidente Massimiliano Angori parte dal riepilogo delle previsioni di spesa dei proventi da sanzioni sulla Fi-Pi-Li a carico del suo ente per il 2024: «5,2 milioni saranno trasferiti alla Regione, 2,2 milioni per costi di gestione delle sanzioni (escluso il personale), 1,8 milioni per gestione generale strade provinciali, 2,4 milioni per la manutenzione ordinaria delle strade provinciali, 600.000 euro di investimenti in strade provinciali, 800.000 euro destinati alla parte corrente del bilancio generale. «In base ai dati numerici è evidente che le Province, a fronte di un’attività di controllo di sicurezza stradale svolta attraverso gli autovelox, trasmettono parte degli introiti a Regione Toscana e Città Metropolitana, ma trattengono una parte di risorse indispensabili per la manutenzione della viabilità provinciale, tanto più se si pensa alla spending review per le stesse Province prevista dal governo dal prossimo anno – dichiara Angori –. Per questo, anche attraverso un apposito documento che il consiglio provinciale di Pisa presenterà di qui a stretto giro, chiediamo alla Regione Toscana, certi di ricevere risposta positiva al riguardo dallo stesso ente regionale, di aprire al più presto un tavolo di concertazione che ci consenta di vedere garantite tali risorse per i nostri enti, a beneficio di cittadini e imprese, anche nell'immediato futuro e in vista dei cambiamenti che potranno essere apportato da Toscana Strade».
Non solo Fi-Pi-Li
Il confronto è aperto a trecentosessanta gradi sulla proposta di legge per la costituzione di Toscana Strade. Che però potrebbe non essere quello definitivo, seppure abbia incassato una sostanziale approvazione da Kpmg Advisory spa, società a cui la Regione ha affidato l’analisi tecnica, giuridica ed economico-finanziaria della propria proposta che, se attuata, potrebbe gestire in prima battuta la Fi-Pi-Li per poi estendere il suo operato a tutte le strade della Toscana.
La formula in-house
L’esito della valutazione condotta da Kpmg ha confermato l’efficacia delle intenzioni iniziali di costituire Toscana Strade spa come società in-house, partecipata al cento per cento dalla Regione. Il motivo? Perché i benefici, come si sottolinea nella relazione illustrativa della proposta di legge, «saranno maggiori per la collettività sia in funzionalità delle soluzioni rispetto alle esigenze e agli obiettivi perseguiti dall’amministrazione, sia al corretto impiego delle risorse pubbliche». La formula dell’unico soggetto viene preferita all’assetto attuale «di frammentazione delle responsabilità», che vede Avr spa gestire la Fi-Pi-Li in base a un contratto di Global Service acceso con Città metropolitana di Firenze, sulla base di un accordo di quest’ultimo ente con Regione e le due Province interessate.
Ecco la lista dei veicoli che pagheranno il pedaggio
Articolo 11 della proposta di legge per la costituzione di Toscana Strade: è qui che si indicano le categorie di veicoli ai quali sarà richiesto il pagamento del pedaggio sulla Fi-Pi-Li. «Per la copertura degli oneri gestionali, manutenzione ed esercizio della Fi-Pi-Li e per la realizzazione di nuove opere, viene definito un sistema di pedaggio limitatamente alle seguenti categorie», riporta il testo dell’articolo 11 della proposta di legge: bus con più di nove persone a bordo, autocarri per il trasporto di cose e persone, trattori stradali, autoveicoli per trasporti specifici, autoveicoli per uso speciale (anche trasporto in proprio), autotreni, autoarticolati, autosnodati, mezzi d’opera (ad esempio per escavazione). Sono in pratica le categorie contemplate dall’articolo 54, comma 1 (lettere b, d, e, f, g, h, i, l, n) del decreto legislativo 285 del 1992 (nuovo codice della strada). Altri elementi della società Toscana Strade spa in via di valutazione. In base alla proposta di legge, la società avrà un capitale sociale iniziale di due milioni di euro. Alla sua testa ci sarà un amministratore unico con funzioni direttive. L’identikit di questa figura? Non dovrà avere oltre i 65 anni di età, dovrà essere in possesso di laurea magistrale o titolo equivalente, oltre che di una comprovata esperienza manageriale almeno quinquennale o, in alternativa, di una documentata esperienza almeno quinquennale di responsabilità amministrativa, tecnica o gestionale in strutture pubbliche o private. Il suo compenso annuale lordo, previsto in modo omnicomprensivo, sarà contenuto entro il 25 per cento (un quarto) del compenso annuale lordo spettante al presidente della Regione (in base all’articolo 19, legge regionale 20 del 2008), ammontato nel 2022 (denuncia dei redditi 2023 presente sul sito della Regione Toscana) a 124.704 euro lordi.
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