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Pensione anticipata, via alle domande: come cambiano Quota 103 e Opzione donna

di Leonardo Monselesan
Pensione anticipata, via alle domande: come cambiano Quota 103 e Opzione donna

L’Inps ha aggiornato il sistema informatico per fare la domanda: le cose da sapere

29 febbraio 2024
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L’Inps ha ufficialmente dato il via all’invio delle domande di pensionamento anticipato, annunciando l’aggiornamento del proprio sistema informatico di gestione delle domande di pensione e adeguandolo alle modifiche che Quota 103 e Opzione Donna hanno subito.

Quota 103

Da quest’anno cambiano infatti le caratteristiche di Quota 103, a partire dalla modalità di calcolo dell’assegno. Se si opta per questa forma di pensionamento, l’importo della pensione verrà calcolato interamente con il sistema contributivo, che risulta meno conveniente per chi ha dei contributi versati con il sistema retributivo, cioè prima del 1996. Fino alla maturazione dell’età pensionabile di vecchiaia, cioè 67 anni, l’importo mensile massimo della pensione sarà di quattro volte il trattamento minimo (pari a 598,61 euro lordi, cioè massimo 2.344,44 euro al mese), invece che cinque volte come nel 2023 (quando il trattamento minimo era di 563,64 euro lordi, per un massimo mensile di 2.818,20 euro). Cambiano anche i tempi di decorrenza della pensione dalla maturazione dei requisiti, che passano da tre a sette mesi per i lavoratori privati e da sei a nove mesi per quelli pubblici. Per il comparto scuola e Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) la decorrenza è stabilita alla data del 1° settembre, ma questi lavoratori devono presentare la domanda entro il 28 febbraio. Restano invece stabili i requisiti di accesso: oltre ad essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme esclusive e sostitutive gestite dall’Inps o alla Gestione Separata, sono necessari almeno 62 anni di età e 41 di anzianità contributiva.

Opzione donna

Novità anche per Opzione Donna: viene aumentato di un anno il requisito di età anagrafica, che passa da 60 a 61 anni, mentre resta identico il requisito di anzianità contributiva, pari a 35 anni. Per le lavoratrici disabili e le caregiver il requisito anagrafico viene diminuito di un anno per ciascun figlio fino al secondo, mentre per quelle licenziate o dipendenti di aziende in crisi l’età per l’accesso ad Opzione Donne è fissata a 59 anni. Non variano invece i tempi di decorrenza della pensione, che restano a 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome. Per il comparto scuola e Afam la decorrenza è fissata al 1° settembre 2024, ma solo per quanti hanno maturato i requisiti necessari prima dell’inizio di quest’anno.

L’aggiornamento del portale

L’aggiornamento del portale Inps non riguarda invece le modifiche alla pensione anticipata per quanti hanno versato contributi non prima del 1996. In questo caso ad essere stato ritoccato è solo il requisito dell’importo minimo mensile dell’assegno pensionistico, che viene portato da 2,8 a 3 volte l’assegno sociale, che nel 2024 ha un valore di 534,40 euro mensili, per un totale di almeno 1.603,20 euro al mese. Per le donne con un figlio il requisito scende a 2,8 volte l’assegno sociale (1.496,32 euro al mese), mentre per quelle con due figli è di 2,6 volte tale valore (1.389,44 euro al mese). Il requisito di anzianità contributiva (20 anni) potrà essere adeguato all’aumento dell’aspettativa di vita, ma non prima del 2027.

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