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L’Italia del rugby fa l’impresa e sfiora la leggenda: pari amarissimo con la Francia


	L'azzurro Juan Ignacio Brex in azione contro la Francia
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L'azzurro Juan Ignacio Brex in azione contro la Francia

Finisce 13-13 il terzo turno del Sei Nazioni: l’errore di Paolo Garbisi a tempo scaduto fa sfumare il primo successo della storia con i transalpini

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Maledetta vittoria, viscida e sfuggente anche quando ce l'hai in pugno. L'Italia sbatte sul palo e spreca una clamorosa occasione pareggiando 13-13 a Lille contro la Francia nel terzo turno del Sei Nazioni – nel pomeriggio di domenica 25 febbraio - mancando l'appuntamento con la storia. Una ottima difesa e un cartellino rosso nel primo tempo contro i francesi avevano dato lo slancio agli azzurri per una splendida rimonta nella ripresa che si è infranta sul montante destro per un errore sfortunato dalla piazzola di Paolo Garbisi a tempo scaduto. Gli Azzurri erano già pronti ad esultare, ad abbracciarsi di gloria, convinti che stavolta il destino potesse pendere altre traiettorie. Sarebbe stata la prima vittoria sulla Francia in terra transalpina ma alla fine l'Italrugby si è dovuta accontentare di un pareggio che lascia una scia interminabile di amarezza per un mancato successo inconsolabile che però non deve cancellare una prestazione orgogliosa.

La sofferenza Azzurra, la rimonta e la beffa

Chiusa la prima frazione sotto 10-3 (meta di Ollivon al 6') la pressione azzurra si era fatta sentire dopo l'espulsione di Danty e nonostante alcune imprecisioni, l'Italia si era portata sotto alimentando paura ed incertezza ad una Francia a tratti irriconoscibile. Con pazienza l'Italia del ct Quesada era arrivata alla parità a 10' dalla fine con la meta del suo gioiello Capuozzo rimettendo tutto in gioco. La Francia, in preda all'ansia, ha tentato di tenere l’ovale in azione per ritornare in vantaggio ma Zuliani ha avuto la forza di strappare l'ovale ribaltando la situazione a favore degli Azzurri. Garbisi ha sui piedi la chance, non impossibile, per vincere. Dalla piazzola però il pallone cade. Il trequarti azzurro lo risistema in fretta per poi in pochi secondi accelerare il calcio che nella fretta si schianta contro il palo. Fine del sogno.

Le parole del ct

«Abbiamo avuto la grande possibilità di fare la storia, non avevamo mai vinto nel Sei Nazioni in Francia, peccato. Resta il contenuto della partita, sono veramente fiero dei miei giocatori. I ragazzi hanno fatto un bel lavoro, abbiamo approfittato del cartellino rosso ma lo potevamo sfruttare meglio. Questa è al terza partita del torneo, si sono tre settimane i lavoro e i ragazzi hanno dimostrato un cuore e una passione incredibile. Dobbiamo essere consapevoli di chi siamo e godere di questo momento», ha dichiarato il ct Quesada che ha speso comunque parole di elogio per una nazionale che sta mostrando segnali sempre più positivi. Il pareggio è talmente amaro che Garbisi non riesce a trovare le parole per scusarsi dell'errore: «Mancavano sei secondi alla fine, il pallone era caduto dalla piazzola e ho dovuto fare in fretta a calciare. Non c'è alcuna scusa, dovevo solo metterlo dentro e mi dispiace. La squadra è stata fantastica, questa mancata vittoria la prendo per me. Siamo stati ad un palo da una vittoria storica. Il calcio fa parte del mio lavoro, niente scuse. Mi piace più parlare di vittoria mancata che di pareggio», ha commentato il trequarti azzurro che fatica a trattenere tutta la sua delusione.  È un'Italia che esce da Lille con tanti rimpianti ma con una consapevolezza in più: «C'è rammarico. Potevamo regalarci una gioia che non abbiamo preso appieno. Potevamo essere più precisi nel primo tempo nelle uscite di campo, dobbiamo essere più efficaci in attacco, in 14 contro 15 potevamo sfruttare meglio qualche situazione. Resta l'atteggiamento e il lottare tutti per l'altro. Ma dobbiamo volere di più, di più e di più». Oltre il palo c'è solo quella maledetta e sfuggente vittoria.

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di Redazione web