Sicurezza
Sandro Giacomelli, l’imprenditore che porta i big della musica in Toscana racconta che estate ci aspetta
Dal ciclismo alla Leg: ogni estate muove 400mila persone. «La location è importante, qui gli artisti sono contenti di esibirsi»
Gregari sarete voi. In sella alla sua bici mulinava i pedali al servizio dei capitani: talentuoso, ma lontano dai riflettori dei grandi podi. Il coraggio, a Sandro Giacomelli, non è mai mancato nella prima vita da atleta: le discese ardite, le risalite. Sempre a petto in fuori. Nel dna il gusto della sfida, dell’andare oltre. E quando il sipario è sceso sulla sua avventura agonistica, quella voglia di lottare, di immaginare, di esserci sempre e comunque è stata la prima pagina di un romanzo nuovo. Quello dell’imprenditore dello spettacolo e dell’intrattenimento. Altro che gregario. Dal 2001 in poi con lui la Toscana fa spettacolo. «Tutto è nato per caso, avevo smesso di correre in bici: ero a vedere mia moglie che faceva la modella durante uno spettacolo, quel mondo mi ha affascinato e ci siamo detti con Tania “Facciamo qualcosa per lavorare insieme”». Ed è arrivato fino a qui Giacomelli, insieme alle due socie Tania Ferri ed Elisabetta De Luca: sono i titolari di Leg. Portano i big della musica e del teatro nei festival e nelle location più suggestive di mezza Toscana, da Gavorrano alla Versilia, passando da Livorno alla costa etrusca, Follonica, Pisa, l’Alta Valdera fino a Pistoia. E muovendo, solo d’estate, qualcosa come 400mila persone.
Qualche nome già fissato? Il Volo il 5 agosto a Torre del Lago; Annalisa il 2 agosto a Villa Bertelli a Forte dei Marmi. E sempre lì arriva Emma il 3 agosto (prima sarà a Peccioli il 5 luglio); Mahmood il 14 agosto e gli evergreen Pooh il 7 agosto. Poi la forza Leg alla Versiliana con Mannoia il 23 agosto, Savoretti il 31 luglio. A Pistoia il 10 luglio c’è Paolo Crepet, in piazza Duomo. La lista è lunga in 30 anni di esperienza: nel settore della progettazione, organizzazione e realizzazione di grandi festival, eventi musicali, teatrali, Leg è tra le aziende leader del settore in Italia. E sognando la location giusta per un concerto, in futuro,di Sting, intanto il 54enne nato a Vinci sta chiudendo i palinsesti artistici per la bella stagione. Non che l’inverno e la primavera sia fermo, tutt’altro: i maxi concerti di Livorno, al PalaModì, per dirne una, sono suoi. E a breve, una volta conclusi i bandi per le gestioni, altri big saranno annunciati. «Solo quando ho la certezza: sono scaramantico», ci scherza su.
Da giugno a settembre: 10 festival, 180 date, 400mila persone che in estate si muovono per seguire i vostri eventi. Con lei la Toscana fa spettacolo.
«Amo dire che la Leg è come una famiglia: nel tempo si è creato un forte legame in squadra, fatto di stima, rispetto, entusiasmo, passione e gioia, ingredienti fondamentali per lavorare bene, con un percorso condiviso in cui cerchiamo di diversificare le scelte artistiche e di selezionarle in base al luogo, al pubblico, cosicché lo spettacolo possa essere sempre un valore aggiunto artistico e culturale e non solo un evento live. Tania ed Elisabetta sono colonne portanti dell’azienda».
Lei ha abituato il pubblico ai grandi nomi. Con un occhio sempre alla bellezza e all’identità dei luoghi. Della serie, non solo business.
«Cerco sempre di convincere le produzioni o gli artisti rispetto alle peculiarità dei luoghi che non devono essere snaturati: per esempio lo scorso anno Antonacci fece il concerto all’anfiteatro di Peccioli, luogo molto suggestivo e naturale che ha sue peculiarità. Il camerino, ad esempio, non c’è. Gli artisti devono essere consapevoli dei luoghi dove si esibiscono. I territori si ascoltano».
Con Leg molti festival nel tempo sono esplosi, come per Villa Bertelli al Forte. Diventando riferimenti nazionali per i grandi artisti.
«Villa Bertelli in 14 anni è passata da 600 posti ai 4mila in piedi di oggi diventando uno dei teatri della Toscana più funzionali a livello artistico. Qui il palinsesto è rilevante. La Toscana in generale piace molto agli artisti».
In tanti anni ormai gli artisti li conosce bene. Alcuni aneddoti?
«Jovanotti alla fine dei suoi show fa il bagno in una vasca di ghiaccio per refrigerarsi; un altro di cui non posso dire il nome chiedeva al catering ciotole di M&M’s solo rossi per scaramanzia».
A Peccioli tutti si ricordano di quando Gianna Nannini nell’estate 2022 fermò il concerto e poi lo riprese. Poi a Livorno non fu da meno.
«La premessa è che ogni artista dà l’ok rispetto alla configurazione dei settori, all’organizzazione della sicurezza a tutela del pubblico. La Nannini disse subito “Questo è un concerto rock, tutti in piedi” e fermò tutto. Fui obbligato ad andare a parlare col produttore: non poteva accadere per deontologia che chi aveva pagato meno venisse davanti al palco a ballare. A Livorno un’ora prima del concerto alla Terrazza Gianna mi chiamò, voleva che facessi levare le sedie, non era possibile: per ragioni di sicurezza si permise di ballare sul posto. Le sue fan vennero fronte palco con la tshirt “Tutti in piedi”, le facemmo spostare ai lati perché i paganti non vedevano e la cantante si indispose».
A Livorno un festival estivo manca.
«Bisognerebbe costruire un percorso lungimirante con Comune e Fondazione Goldoni, alzare il livello e abituare il pubblico al prezzo del biglietto. Su piazza del Luogo Pio si potrebbe costruire qualcosa che duri nel tempo».
Su Pisa difficile togliere quella sorta di campana di vetro che c’è sul parco di San Rossore?
«Oggi in piazza dei Cavalieri col Summer Knights mettiamo a sedere 3.300 persone: per fare un salto, il parco di San Rossore potrebbe diventare una prosecuzione del Summer di Lucca».
Con Leg il Castello Pasquini di Castiglioncello ha fatto un bel salto in avanti.
«Ci siamo da 7 anni: fu Carlo Conti che mi spinse a prendere contatti con l’assessora Montagnani e aveva ragione. Oggi ci stanno 3mila persone sedute e 4mila in piedi. Speriamo di vincere il bando anche per quest’anno».
I bandi a breve termine sono un limite?
«Non ti permettono di fare progetti lungimiranti. Che è fondamentale per fidelizzare il pubblico, che è la nostra linfa, e per investire nella location».l
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