La manifestazione
Assegno di maternità dei Comuni: sale l’importo. A chi spetta e come averlo
Ne beneficiano le madri prive di copertura previdenziale. In casi particolari il bonus può essere richiesto da soggetti diversi dalla madre
Buone notizie per le nuove mamme prive di copertura previdenziale, o dotate di una copertura previdenziale ridotta. La Gazzetta Ufficiale numero 31 del 2024, pubblicata il 7 febbraio, ha infatti comunicato i nuovi importi dell’assegno di maternità di base, anche conosciuto come assegno di maternità dei Comuni. Importo e limiti di reddito dell’assegno sono così stati ritoccati al rialzo, come ogni anno, in base alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, il cui valore, per il 2023, è stato stabilito al 5,4%.
Il valore di questa prestazione assistenziale sale così a 404,17 euro al mese (per cinque mesi) per il 2024, rispetto ai 383,46 euro del 2023. L’assegno è destinato alle cittadine italiane, comunitarie o straniere in possesso del permesso di soggiorno (la tipologia di permesso richiesta può variare di comune in comune) per le nascite, le adozioni e gli affidamenti preadottivi. È però necessario che la madre sia residente in Italia al momento della nascita del figlio, o che lo sia l’affidatario al momento dell’effettivo ingresso in famiglia per le adozioni e gli affidamenti.
Vi sono però dei casi particolari in cui questo bonus può essere richiesto da soggetti diversi dalla madre. In caso di madre minorenne, può essere il padre del bambino a chiederlo e, nel caso in cui anche lui fosse minorenne, la richiesta può essere effettuata da chi esercita la patria potestà sulla madre del bambino. Il padre può richiedere l’assegno anche in caso di morte della madre, o in quelli in cui egli sia stato riconosciuto come unico affidatario del bambino (anche in caso di abbandono da parte della madre), a patto però che il figlio viva presso la sua famiglia anagrafica. L’assegno può infine essere richiesto dall’affidatario o dall’adottante, sempre però nel caso in cui egli faccia parte della famiglia anagrafica del piccolo.
Per usufruire dell’assegno di maternità di base è necessario avere un Isee familiare inferiore a 20.221,13 euro. Non possono inoltre ottenerlo quante godano già di una diversa forma di tutela economica della maternità. Se però sussistono i requisiti per l’accesso a questa prestazione, e l’altro bonus per la maternità è di importo inferiore a quello dell’assegno di maternità dei comuni, allora è possibile richiederlo comunque per ricevere una cifra che integri questa differenza.
Al momento della nascita o dell’arrivo in famiglia del bambino adottato, sono gli stessi Comuni a dover informare i potenziali beneficiari della possibilità di richiedere questo bonus all’atto dell’iscrizione all’anagrafe del figlio. Si hanno poi fino a sei mesi dal momento della nascita o dell’ingresso in famiglia del minore per poter richiedere al proprio comune di residenza l’assegno di maternità di base.
Per effettuare la domanda, oltre alla Dsu e, per i cittadini extracomunitari, anche al permesso di soggiorno, è necessaria anche un’autocertificazione in cui si dichiara il possesso dei requisiti di residenza e cittadinanza, ma anche di non beneficiare di altri assegni di maternità, oppure, in caso contrario, dell’importo di tali assegni per cui si richiede l’integrazione economica. A quel punto, starà al Comune verificare la sussistenza dei requisiti per l’accesso alla prestazione. Il procedimento ha un tempo di lavorazione di 30 giorni. In caso di esito positivo, l’assegno verrà corrisposto direttamente dall’Inps per cinque mensilità, per un totale di 2.020,85 euro nel 2024.
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