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Dermatite negli animali, la grande nemica: i sintomi e come curare la malattia

di Paola Silvi
Dermatite negli animali, la grande nemica: i sintomi e come curare la malattia

Prurito, infiammazioni e perdita di pelo: ne parliamo con il dottor Antonio Bartoli

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Lo fanno spesso i nostri amici animali e a volte può sembrare anche spassoso, qualcosa da non prendere troppo sul serio. Ma non è normale grattarsi con insistenza: ecco perché è importante capire cosa si nasconde dietro questo gesto del cane e del gatto e come intervenire al più presto, se serve. «Perché il prurito è soltanto un sintomo», avverte Antonio Bartoli, veterinario di Empoli, in ambulatorio dal 1992. Così se il cane si mordicchia, si struscia a terra, si lecca e se il gatto aumenta il "grooming" fino a spezzare il pelo creando alopecie locali, il proprietario non deve sottovalutare questi comportamenti che sono sempre più diffusi. La dermatite - sottolinea ancora il veterinario - oggi colpisce più o meno tutte le razze ed è importante fare attenzione ai segnali che danno gli animali.

Di cosa potrebbe trattarsi?

«Nella maggior parte dei casi soltanto di aver dimenticato il trattamento antipulci, e quindi il problema si risolve velocemente. In altri si tratta invece di vere allergie. E allora si parla di dermatite che, negli ultimi anni è diventata una malattia estremamente frequente. Non passa giorno che in clinica non curiamo un animale che ne è affetto».

Oltre al prurito come può manifestarsi la dermatite?

«Gli altri sintomi sono la presenza di eritemi, pustole, infiammazioni della pelle, rossori, croste e perdite di pelo in zone localizzate».

Quanti tipi ne esistono?

«Fino a trent’anni fa questi sintomi erano spesso legati a parassiti cutanei come pulci, rogna o tigna. I cani e i gatti ricevevano meno attenzioni e stavano all’aperto per gran parte del tempo. Non c’erano poi per la parassitosi prodotti specifici, sui quali possiamo contare oggi, come le fialette, i collari repellenti e alcuni farmaci da somministrare con cadenza periodica. Ma se si escludono i parassiti, esistono due grandi famiglie di dermatite allergiche, quelle da contatto e quelle alimentari. E a volte capita di trovare la compresenza di entrambe. La dermatite allergica è dovuta ad una reazione del sistema immunitario nei confronti di una sostanza che l’organismo reputa pericolosa».

Come si distinguono?

«La dermatite da contatto colpisce il tronco, il collo, il torace e l’addome. L’altra tende a dare prurito sulle estremità, la testa, la faccia e a manifestarsi con lesioni ai polpastrelli e otiti».

Come interviene il veterinario?

«Intanto è necessario farlo con tempestività e non rimandare perché più tempo passa più difficile diventa guarirlo velocemente. E poi il veterinario andrà per esclusione. Se parliamo di una dermatite alimentare cominceremo con una dieta che elimina piano piano alcuni prodotti. Ma, in generale, per fare una diagnosi accurata c’è la possibilità di avvalersi di test allergici».

Esistono delle razze più predisposte?

«Tutti gli animali possono sviluppare le dermatiti».

E quali sono le cure a disposizione?

«Fortunatamente la scienza ci viene in aiuto con vaccini desensibilizzanti che sono da somministrare ogni sei o dodici mesi e con gli anticorpi monoclonali che consentono di ritardare l’intervento tra una cura e l’altra. Per le forme da contatto poi esistono cortisonici e immunosoppressori. Insomma per alleviare la sofferenza di cani e gatti il modo esiste, basta affidarci agli esperti.

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