Sicurezza
Dillo al direttore: le polemiche su Gaza e il ruolo della tv di Stato
Ecco uno degli interventi dei lettori pubblicati sul giornale di martedì 13 febbraio: è possibile dialogare direttamente con il direttore Cristiano Marcacci attraverso il canale WhatsApp e l’indirizzo mail dedicati
Ecco gli interventi dei lettori pubblicati sull’edizione cartacea di mercoledì 13 febbraio, nella pagina dedicata al filo diretto con il direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci. “Dillo al direttore” è l’iniziativa che permette alle persone di dialogare direttamente con Cristiano Marcacci, attraverso il canale WhatsApp (366 6612379) e l’indirizzo mail dilloaldirettore@iltirreno.it. Lettrici e lettori, dunque, possono inviare suggerimenti, spunti di riflessione, segnalare disservizi, ingiustizie e notizie da approfondire. Tutti riceveranno una risposta dal direttore.
Domenica scorsa a "Domenica In" abbiamo assistito a scene inaccettabili: la tv di Stato non può continuare a giustificare quanto sta accadendo a Gaza. L’ambasciatore israeliano ha detto che Ghali avrebbe incitato all’odio per aver detto "stop al genocidio". Secondo Maurizio Gasparri i vertici della Rai dovrebbero scusarsi con le autorità di Israele e attuare interventi riparatori. Scambiare la richiesta di pace e umanità con odio significa essere doppiamente complici della tragedia che si sta consumando da 75 anni in Palestina, contro qualsiasi civile, senza fazioni.
A Dargen D’Amico una giornalista gli ha chiesto circa la sua dedica ai bambini, così Dargen ha iniziato a rispondere, ma Mara Venier lo ha interrotto farfugliando qualcosa tipo «Siamo qui per parlare di musica e divertirci. Questi sono temi importanti ma ci vuole il giusto tempo per approfondirli, non possiamo farlo in due parole», portandolo perfino a scusarsi, e lo ha congedato lanciando subito la cantante Clara. Il microfono però le è rimasto aperto, così quando si è avvicinata ai giornalisti si è sentito in lontananza «Non mettetemi in difficoltà...», e i giornalisti hanno annuito.Mara Venier ha dovuto seguire le direttive della tv di un governo schierato.
Ed è stato vergognoso chiudere il programma leggendo il comunicato Rai firmato da Roberto Sergio per ribadire vicinanza e solidarietà solo e soltanto allo Stato di Israele, ricordando la strage del 7 ottobre - drammatica e assolutamente da condannare come qualsiasi forma di terrorismo, lo ribadisco anche io - e non anche mezzo secolo di oppressione dei civili palestinesi. Una tv di Stato che dovrebbe fare servizio pubblico ma non riconosce più il valore della pace è inaccettabile.
Iacopo Melio, consigliere regionale della Toscana (Pd) e attivista per i diritti umani, sociali e civili
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