Il Tirreno

Toscana

Il femminicidio

Delitto Matteuzzi, ergastolo per Padovani: riconosciute le aggravanti. Chi è l’ex calciatore condannato e i suoi legami con la Toscana


	Giovanni Padovani e Alessandra Matteuzzi
Giovanni Padovani e Alessandra Matteuzzi

La donna è stata brutalmente uccisa nell’agosto del 2022 a Bologna. Il legale della famiglia: «È stata fatta giustizia»

12 febbraio 2024
3 MINUTI DI LETTURA





Ergastolo per Giovanni Padovani. La Corte di Assise di Bologna ha condannato al massimo della pena l'ex calciatore, accusato di aver brutalmente ucciso l'ex fidanzata Alessandra Matteuzzi il 23 agosto del 2022. La Corte, come confermano a LaPresse fonti legali, ha riconosciuto tutte le aggravanti richieste dalla Procura a partire dallo stalking, a cui si aggiungono la premeditazione, i motivi abbietti e il vincolo del legame affettivo. In aula era presente la sorella della donna, Stefania. «Era comprensibilmente emozionata, ha sempre detto che voleva giustizia, che si fidava della giustizia e credo che oggi l'abbia ottenuta», ha commentato l'avvocato Antonio Petroncini che, con la collega Chiara Rinaldi, rappresenta la famiglia della donna uccisa.

In mattinata, prima della lettura della sentenza, l'imputato – che aveva diversi legami con la Toscana - aveva rilasciato dichiarazioni spontanee. «Se voi pensate che quello che è successo, che un uomo ammazza una donna, con quella ferocia lì, sia una cosa normale, se queste sono cose che vengono reputate normali da un persona che era completamente capace di intendere e di volere ed era lucida, allora io merito l'ergastolo, anzi non è che io chiedo l'ergastolo, io pretendo l'ergastolo. Io voglio stare ogni giorno, ogni ora ogni minuto della mia vita in carcere», aveva detto il 28enne aggiungendo: «Io non stavo bene, perché una persona che sta bene non fa una cosa del genere. Una persona che sta bene non ammazza un altro essere umano». 

Il legale della famiglia: «È stata fatta giustizia»

«Abbiamo sempre ritenuto che tutte le aggravanti riconosciute oggi dalla Corte sussistessero dal punto di vista tecnico. Rimane il fatto che è avvenuta una tragedia: l'ergastolo può dare soddisfazione perché è stata fatta giustizia ma non lascia mai contenti, mai». Così a LaPresse l'avvocato Antonio Petroncini che, con la collega Chiara Rinaldi, rappresenta la famiglia di Alessandra Matteuzzi, nel commentare la sentenza all'ergastolo stabilita oggi dalla Corte d'Assise di Bologna per Giovanni Padovani. I giudici hanno riconosciuto tutte le aggravanti (premeditazione, vincolo del legame affettivo, stalking, motivi abietti e futili) per il 28enne, accusato di aver ucciso a pugni, calci e botte la ex, su cui poi si avventò con ferocia colpendola con un martello e con una panchina presa dal giardino condominiale sotto il palazzo di casa, la sera del 23 agosto 2022 a Bologna.

I legami con la Toscana

Giovanni Padovani, nato a Senigallia (Ancona) si trasferì a Pistoia seguendo il lavoro del padre che, intorno ai sette anni, iniziò a introdurlo nel mondo calcistico. La famiglia di Giovanni si stabilì a Chiesina Montalese, mandandolo a studiare al prestigioso istituito delle Mantellate. Qui militò nelle giovanili di diverse società calcistiche. Da adulto ha militato in serie C e D. Nel 2013-14 era alla Sambonifacese (Veneto) in Serie D, da cui a stagione in corso approdò in Toscana al Gavorrano, nell’allora Lega Pro (l’attuale Serie C). 

Primo piano
Il caso

Pisa, neonato sparito dal Santa Chiara: il piccolo non si trova e il padre non collabora, spuntano nuovi elementi, ecco quello che sappiamo

di Andreas Quirici
Le nostre iniziative