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La storia

Il racconto di Patrizia: «Noi credenti e omosessuali, ma la Chiesa ci escludeva»

di Barbara Antoni
Il racconto di Patrizia: «Noi credenti e omosessuali, ma la Chiesa ci escludeva»

Patrizia Lazzari fa parte del gruppo di omosessuali cattolici nato a Lucca nel 2015. La svolta: «Il vescovo ci ascoltò, ci diede un luogo per ritrovarci e una guida spirituale»

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Il ricordo è limpido, anche se risale a qualche tempo fa. È il ricordo di quando testimoniò, raccontando la sua esperienza personale, «la sofferenza di una persona omosessuale non accettata dalla Chiesa».

È la testimonianza di Patrizia Lazzari, lucchese, per trentacinque anni funzionario Siae per il comparto musica a Roma; poi è tornata nella sua città, dove ha conosciuto Mariana Giurlani: si sono innamorate. La loro unione civile ha ricevuto anche la benedizione del parroco. Patrizia, oggi alle soglie dei settant’anni, è una delle componenti del gruppo di persone e coppie omosessuali cattoliche che si costituì a Lucca nel 2015.

«Quando ero giovane io – ricorda – se eri omosessuale e credevi in Dio, una volta che avevi accettato te stesso dovevi fare i conti con la Chiesa. All’epoca l’omosessualità era considera una malattia: e infatti noi ci sentivamo sbagliati o addirittura malati; la Chiesa poi ci considerava degli indemoniati; mi sentivo rifiutata, fuori regola, per questo mi distaccai».

Ma nonostante questo disagio «non avevo perso la fede – prosegue Patrizia –. Quando mi capitava di andare in chiesa per un matrimonio, per un battesimo, provavo sofferenza. Perché Dio ama tutti».

Quello di Patrizia era il tormento di molte altre persone omosessuali e come lei fervidamente credenti. «Alcuni di noi – ricorda Patrizia – facevano parte di un gruppo analogo nato nell’ambito della diocesi di Firenze. Perché non replicare l’esperienza, pensammo. Furono interpellate tutte le diocesi toscane. Rispose solo quella di Lucca, all’epoca guidata dal vescovo Italo Castellani (oggi è condotta dal vescovo Paolo Giulietti, ndr). Don Italo ci ascoltò: ci assegnò locali in cui ritrovarci e una guida spirituale, nella persona di don Alessandro Bertolacci: fu lui in seguito a benedire l’unione mia e di Mariana».

“Camminando si apre cammino”, così il gruppo è stato chiamato, da allora non si è mai sciolto, ha continuato sempre a essere unito. Sospesi durante la pandemia, gli incontri sono ripresi, ma non nei locali assegnati anni prima dalla diocesi. La guida spirituale di “Camminando” oggi è don Marcello Franceschi. «Quando era parroco a Capannori ci ritrovavamo da lui – aggiunge Patrizia –. Oggi guida più parrocchie in Garfagnana». Gli incontri con don Marcello vengono ospitati spesso nel monastero di Monte San Quirico, grazie alle suore carmelitane di clausura che lì vivono. «Anche di loro mi sono stupita – conclude Patrizia –: della loro accoglienza, della loro mentalità. Ci hanno anche regalato una preghiera in occasione dello scorso 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omotransfobia».


 

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