Il Tirreno

Toscana

L’esperto

Molotov contro consolato Usa a Firenze: «Tre motivi per cui non può essere Hamas», parla Andrea Margelletti

di Tommaso Silvi

	Andrea Margelletti e l'ingresso del consolato Usa a Firenze presidiato dai militari italiani
◗
Andrea Margelletti e l'ingresso del consolato Usa a Firenze presidiato dai militari italiani

Il presidente del Centro studi internazionali e membro onorario delle forze speciali italiane: «Interrogandosi sul desiderio dell’atto dimostrativo si può comprendere come sia molto difficile che il movimento palestinese abbia interesse a colpire l’Italia»

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. È stato consigliere strategico del ministro della Difesa dal marzo 2012 al maggio 2018. Primo e unico membro onorario delle forze speciale italiane. Oggi è il presidente del Centro studi internazionali, che ogni giorno monitora i mutamenti della geopolitica mondiale. Andrea Margelletti ha pochi dubbi: «Mi sembra molto difficile che le molotov lanciate contro il consolato Usa a Firenze abbiano qualcosa a che fare con Hamas. E il video della presunta rivendicazione con ogni probabilità non è attendibile». 

Perché Hamas non c’entra

Margelletti va dritto al punto. «Ci sono almeno tre buoni motivi che mi spingono a sostenere che l’episodio di Firenze non sia collegato ad Hamas». Poi la spiegazione: «Prima di tutto Hamas non ha mai operato all’estero, costruendosi l’etichetta di movimento resistenziale. Fare azioni all’estero lo trasformerebbe in movimento terroristico vero e proprio, e non penso sia questo il suo obiettivo. E poi – prosegue Margelletti –, dobbiamo tenere conto che l’Italia dal 7 ottobre è stata tra i Paesi europei che ha contribuito maggiormente al sostegno umanitario nei confronti della popolazione della Striscia di Gaza. Siamo stati i primi a mandare una nave ospedale per accogliere e curare le persone coinvolte nel conflitto. Infine, il presidente del consiglio, Giorgia Meloni, ha da sempre sostenuto la politica dei due Paesi e due Stati relativamente a Israele e Palestina. Alla luce di tutto questo – dice ancora Margelletti – non vedo proprio per quale motivo Hamas dovrebbe colpire il nostro Paese». 

La domanda fondamentale

L’esperto di difesa e geopolitica poi indica una domanda da farsi nei casi di attentato. Una sorta di “trucco” per capire meglio la situazione. «Dobbiamo sempre interrogarci sul desiderio dell’atto dimostrativo. In questo caso, alla luce di quello che l’Italia sta facendo a livello umanitario e della posizione che ha nei confronti della coesistenza di Israele e Palestina, è difficile trovare una motivazione per la quale Hamas dovrebbe colpire l’Italia. E soprattutto – aggiunge – qualora decidesse di colpire, lo farebbe magari nella capitale, o a Milano, non a Firenze».

Chi potrebbe essere stato

Ma allora chi potrebbe essere stato a tirare due molotov nella notte del 1 febbraio contro il consolato Usa a Firenze? Margelletti spiega: «Esistono da sempre in Italia realtà magmatiche, dall’estrema destra all’estrema sinistra, vicine alle istanze radicali del movimento palestinese. Non è difficile immaginare che ad agire sia stato qualche italiano. Il video, poi, può essere stato costruito in mille modi, ma non credo proprio che il filmato sia davvero legato ad Hamas».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web