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La fuga dei medici toscani, in 100 hanno lasciato gli ospedali nel 2023: «E le assunzioni saranno sempre meno»

La fuga dei medici toscani, in 100 hanno lasciato gli ospedali nel 2023: «E le assunzioni saranno sempre meno»

La Regione ha approvato il piano triennale del fabbisogno del personale sanitario. Ma per i sindacati la situazione già delicata rischia di andare fuori controllo: «Vorremmo migliorare le condizioni di lavoro dei nostri colleghi, ma le carenze del sistema si riverberano prima di tutto sui cittadini che, invece, hanno il diritto di ricevere cure adeguate»

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FIRENZE. Dicono di essere stremati e delusi. Arrabbiati e poco valorizzati. E, alla fine, scelgono di andarsene. Tra 90 e 100 medici hanno abbandonato gli ospedali toscani nel 2023.

Un’emorragia senza fine iniziata durante i difficili anni del Covid. Ma ora, anche a emergenza superata, i medici continuano a lasciare le corsie degli ospedali per scegliere altre strade, non per forza più semplici ma – sperano – più tranquille: prima fra tutte la medicina generale, ma c’è anche chi decide di andare all’estero alla ricerca di quella meritocrazia che dice non aver trovato in Italia. Per Gerardo Anastasio, segretario generale di Anaao-Assomed per la Toscana, il sindacato dei medici e dirigenti sanitari, la strada è ancora in salita. Perché, a fronte delle dimissioni volontarie, c’è anche un’altra questione: riuscire a garantire il turn over (la sostituzione del personale, ndr) .
La Regione Toscana a inizio 2024 ha approvato il piano triennale del fabbisogno del personale della sanità toscana e, per Anastasio, le assunzioni diminuiranno nel triennio 2024-2026. «Si tratta di stime – sottolinea il segretario toscano – ma carta canta: saranno assunti circa 100 medici e dirigenti sanitari in meno nei prossimi tre anni rispetto ai precedenti. Siamo molto preoccupati perché la situazione è già ora molto complicata nei presidi ospedalieri con il personale sotto stress e a rischio burn out (esaurimento). Non riusciamo neppure a immaginare quello che potrebbe accadere se non il turn over non venisse garantito al 100 per cento. Vorremmo migliorare le condizioni di lavoro dei nostri colleghi, ma le carenze del sistema si riverberano prima di tutto sui cittadini che, invece, hanno il diritto di ricevere cure adeguate».
Il sindacato ha iniziato a spulciare l’allegato della delibera della Regione, incrociando dati e studiando i numeri. Il risultato? Un saldo negativo delle assunzioni nei prossimi tre anni. «Abbiamo chiesto alla Regione di riorganizzare gli ospedali – prosegue Anastasio – Se non interverremo, non ci sarà altra soluzione se non tagliare personale e servizi, visto che l’addizionale Irpef è già stata aumentata».
L’ultimo anno in cui la Regione ha garantito il turn over è stato il 2022, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. Ma soltanto per i medici, perché per gli infermieri si è fermato al 64 per cento. «L’indicazione che emerge dall’ultimo piano del fabbisogno del personale è che la spesa per il personale deve ridursi e che, di conseguenza, bisogna ridurre anche il turn over di medici e dirigenti sanitari – conclude Anastasio –. Il saldo tra pensionati e nuovi assunti nel 2024 è di 106 assunzioni in meno, nel 2025 di 98 e nel 2026 di 110. Non può essere questa la soluzione».

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