La manifestazione
Un giornale libero e moderno, che difende i diritti
In questi due anni e tre mesi il giornale è cambiato molto, ma sempre con un occhio ai suoi 147 anni di storia e radicamento nel territorio
Sono grato ai lettori, all’editore e a tutti i lavoratori del Tirreno per la lunga, bellissima cavalcata iniziata nel novembre 2021. In questi due anni e tre mesi, tanto è durata la mia direzione, il giornale è cambiato molto, diventando più moderno nella veste grafica e nei contenuti, ma sempre con un occhio ai suoi 147 anni di storia e radicamento nel territorio.
Il Tirreno di oggi è un quotidiano che ogni giorno sceglie un tema di interesse toscano e lo approfondisce, in primo piano, con inchieste, interviste e reportage, sempre dalla parte e al servizio dei lettori. Un giornale che alza lo sguardo offrendo una panoramica sulle notizie nazionali e internazionali più importanti del giorno nella sezione ItaliaMondo, ma che mantiene come propria stella polare le cronache cittadine e regionali. Un giornale libero e con la barra ben salda nella difesa dei cittadini, delle fasce più disagiate e tartassate della nostra società, ma anche delle imprese che portano valore al Paese, senza mai fare sconti al potere e a chi lo detiene. Il giornale dei diritti, ci è sempre piaciuto definirlo.
Guardando indietro, non sembra possibile che in due anni e poco più siamo riusciti a fare così tante cose. Provo ad elencare le più importanti, per me. Nel maggio 2022 abbiamo avviato la bellissima esperienza di Scuola2030, arrivata quest’anno alla seconda edizione: un Pcto riconosciuto dal Ministero con 36 istituti superiori aderenti in tutta la Toscana, 1.400 studenti coinvolti, 700 studenti che compongono la redazione giornalistica che realizza ogni lunedì un inserto settimanale di otto pagine, 15 grandi aziende sponsor e Regione Toscana e Ufficio scolastico regionale come partner. Obiettivo: far incontrare la scuola con il mondo del lavoro e formare futuri cittadini che sappiano riconoscere il valore dell’informazione corretta, contro le fake news. Qualcuno di questi studenti, bravissimi, diventerà senz’altro nel futuro un giornalista del Tirreno.
Sempre nel 2022 abbiamo aperto l’edizione di Firenze, con una redazione giovane e fortissima che ogni giorno sulle notizie dà del filo da torcere alla concorrenza. Abbiamo creato una redazione web con giovani di formidabile bravura e raggiunto proprio all’inizio del 2024 il record assoluto con 522.484 utenti unici in un giorno, attestandoci (per ora) su quasi duecentomila utenti unici al giorno di media: in continua crescita, stiamo scalando le classifiche nazionali dei siti di informazione.
Abbiamo organizzato forum ed eventi di livello internazionale: quello sulla grande nautica a Viareggio, sulla blu economy a bordo di una nave a Livorno, sulla sostenibilità nel Salone dei Cinquecento a Firenze. Vi hanno partecipato esperti, professori universitari, imprenditori, rappresentanti delle categorie, i vertici delle istituzioni territoriali, alcuni ministri, un vicepremier. Insomma, tutti relatori di altissimo profilo.
Abbiamo messo a segno degli scoop, spesso di risonanza nazionale e oltre, come – per citarne uno soltanto – l’aver svelato la lettera di Denis Verdini a Fedele Confalonieri e Marcello Dell’Utri con il piano segreto per portare Berlusconi sul Colle, ripresa dai giornali e dalle tv di mezzo mondo.
Siamo stati oggetto di minacce, come nel caso della lettera con il proiettile recapitata in redazione proprio un anno fa, a firma di un gruppo anarchico, contro la detenzione al 41 bis di Alfredo Cospito: era indirizzata personalmente al direttore e ha costretto me e la mia famiglia a vivere qualche mese nella preoccupazione e sotto protezione. Altre minacce sono arrivate, più velate e trasversali, da altri mondi ma mai, neanche una volta, ci hanno fatto recedere dal nostro compito di fornire ai lettori un’informazione completa, libera e secondo coscienza.
Abbiamo fatto arrabbiare qualcuno, a volte. Ma anche questo è il dovere di un giornale libero. Abbiamo preso posizioni nette, quando ce n’era bisogno. Come quando abbiamo deciso di non dare più spazio sul nostro giornale alle idee omofobe e razziste del generale Vannacci.
Abbiamo fatto anche degli errori, ma sempre li abbiamo riconosciuti prontamente concedendo immediate rettifiche e qualche volta delle scuse.
Abbiamo dovuto, a volte, prendere decisioni difficili e fare scelte dolorose, ma sempre nell’interesse del Tirreno e per la salvaguardia dei posti di lavoro. Adesso il giornale vive una situazione economica più serena e, grazie a una gestione accorta e ai sacrifici di tutti, è ben avviato verso un futuro di stabilità e, ci auguriamo, rilancio.
È stata insomma una lunga, bellissima cavalcata, non mi stancherò di ripeterlo, resa possibile da tutti i lavoratori del Tirreno e dall’editore, il cda del Gruppo Sae, soprattutto dal presidente Alberto Leonardis, che ringrazio per non avermi mai, neanche una volta, condizionato nelle scelte editoriali, garantendomi libertà di manovra e ribadendomi in più occasioni, anche nei momenti più difficili, la fiducia e la solidarietà.
Non è un addio, ma un arrivederci: con lo stesso entusiasmo, grato della fiducia accordatami, da oggi assumo l’incarico di direttore editoriale del Gruppo Sae e dunque continuerò a seguire quotidianamente il Tirreno, insieme agli altri quotidiani del gruppo: La Nuova Sardegna, la Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio Emilia e La Nuova Ferrara. Mi occuperò anche di nuove sfide lanciate dall’editore in altri campi, dalla comunicazione integrata all’audiovisivo e soprattutto degli innovativi progetti di sviluppo sul web, come il portale di informazione europeo dedicato al mondo Erasmus. Prendo da oggi il posto di un grande del giornalismo, Antonio Di Rosa, ex vicedirettore del Corriere della sera, poi direttore del Secolo XIX, della Gazzetta dello sport e tanto altro. Anche Antonio resta nel gruppo, con altri incarichi, e sono felice di poter continuare a fare affidamento sui suoi preziosi consigli.
Lascio la direzione del Tirreno a Cristiano Marcacci. Quando sono arrivato, era a capo della redazione di Pisa-Pontedera. In questi due anni e poco più ha bruciato le tappe: vicecaporedattore centrale, caporedattore centrale, vicedirettore e ora direttore. Sono felice di avergli dato subito fiducia e che il Tirreno, dopo anni, torni ad avere un direttore nato e cresciuto al suo interno. Con lui, insieme ai colleghi dell’ufficio centrale, un gruppo di lavoro di incredibile creatività e professionalità, abbiamo lavorato sodo, in armonia e sempre con il sorriso anche nei momenti più duri e difficili. Gli faccio i migliori auguri, certo che farà bene.
Gli stessi auguri rivolgo a tutti coloro che lavorano al Tirreno, dall’area preparazione alla segreteria, all’amministrazione, ai servizi tecnici, alla diffusione. Un grandissimo in bocca al lupo, infine, a tutta la redazione, anche a coloro con i quali mi sono scontrato, qualche volta aspramente. Da parte mia, c’è stata sempre lealtà e confronto su problemi reali, mai su pregiudizi. Ho sempre chiesto a tutti un contributo di idee, anche a chi continuava ad opporre sempre e soltanto dei no. Nell’interesse del giornale, di chi vi lavora e dei lettori, della stampa libera, mai di altri. A presto e forza Tirreno sempre.
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