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Lavoro irregolare in Toscana: multe per 2,8 milioni. Ecco i settori più colpiti
Per il 2024 sono già in previsione 922 controlli aggiuntivi nelle aziende (e altrettanti nel 2025) per un investimento totale di mezzo miliardo di euro e 5.000 controlli nei cantieri edili
Una media di circa 2,8 milioni di euro di sanzioni ogni anno incassate soltanto con le ispezioni dell’Asl nelle aziende toscane previste dal “Piano lavoro sicuro” della Regione. Il totale, negli ultimi dieci anni, fa oltre 25,8 milioni.
Piccole e grandi irregolarità che si sommano e su cui – sottolinea la Regione – non bisogna abbassare la guardia. Perché quando si tratta di sicurezza soprattutto i dettagli fanno la differenza. Così per il 2024, da Palazzo Strozzi Sacrati sono già in previsione 922 controlli aggiuntivi nelle aziende (e altrettanti nel 2025) per un investimento totale di mezzo miliardo di euro e 5.000 controlli nei cantieri edili. Secondo il rapporto dell’Ispettorato nazionale del lavoro, la Toscana ha un tasso di irregolarità pari al 65,6 per cento (leggermente sotto la media italiana che si assesta al 66,62 per cento). I due settori produttivi in cui si riscontra la percentuale maggiore di irregolarità sono il manifatturiero (78,15 per cento) e quello relativo alle attività di trasporto e facchinaggio (75,86 per cento). In questo quadro, sono poco meno di 7.100 i lavoratori interessati da illeciti.
Il progetto
Il “Piano lavoro sicuro” è nato una decina di anni fa, dopo l’incendio alla “Teresa Moda” di Prato – era il 1° dicembre 2013 – in cui persero la vita sette operai cinesi, cinque uomini e due donne, che lavoravano e vivevano in quel capannone in cui divampò il rogo. Fu allora che la Regione pensò a un piano triennale straordinario con cui decise di lanciare un guanto di sfida per contrastare quell’illegalità (non soltanto delle aziende cinesi) che non garantisce ai lavoratori i diritti più elementari e che fa rima con economia sommersa e nero.
«L’efficacia degli interventi messi in campo in questi nove anni è evidente – spiega l’assessore regionale al Diritto alla salute, Simone Bezzini – Negli anni, accanto a controlli ed ispezioni sono cresciute pure le attività di prevenzione. Occorre lavorare ancora per migliore la percezione del rischio all’interno delle aziende: bene che molte si siano messe in regola ma bisogna lavorare ancora per far crescere ulteriormente la cultura della responsabilità sia da parte dei datori di lavoro che dei lavoratori».
Le irregolarità
Dai dormitori abusivi nei luoghi di lavoro agli impianti elettrici non a norma fino alle carenze igieniche nelle fabbriche: sono anche questi i segnali che gli ispettori cercano di individuare e dietro i quali spesso si nascondono fenomeni di sfruttamento. Il progetto della Regione, proseguirà almeno fino al 31 dicembre 2025. Il primo obiettivo è quello di riuscire a mantenere un pressing ispettivo orientato sui profili di rischio in ogni territorio, tenendo conto anche delle zone colpite dall’alluvione del 2 novembre scorso. Sì, perché sono molte le aziende danneggiate e proprio in questi territori gli uffici dell’Asl sono a disposizione delle aziende per fornire aiuto, nella fase di ricostruzione, per allestire ambienti di lavoro sicuri.
Rischio cadute
Sempre sul fronte sicurezza, nel mirino anche i cantieri edili: per rendere più efficace la prevenzione del rischio di caduta dall’alto, che è la principale causa di infortuni gravi e mortali in edilizia, la giunta regionale ha approvato le nuove linee di indirizzo per la vigilanza nei cantieri edili, destinate agli operatori dei servizi Prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro delle Asl. Il pacchetto, infatti, prevede 5.000 controlli in un anno. Il documento della giunta regionale evidenzia come prioritaria la possibilità da parte degli operatori delle Asl di interventi di ispezione “a vista” anche nei cantieri in cui vi sia il rischio di caduta dall’alto per la presenza di ponteggi, parapetti provvisori o lavori in copertura, oltre che nei cantieri che presentino, già a un primo esame dall’esterno, livelli di sicurezza particolarmente bassi o evidenti situazioni di violazione alle norme di legge.
«È un altro importante passo avanti per la prevenzione del rischio di caduta dall’alto – spiega Bezzini – Le nuove disposizioni intendono rafforzare l’efficacia dell’azione ispettiva a fini preventivi, in coerenza con le indicazioni previste dal Piano nazionale edilizia e dal Piano regionale di prevenzione 2020-2025. Continueremo a mantenere altissima l’attenzione su questo fronte, senza lasciare nulla al caso e attivando ogni azione possibile di contrasto agli infortuni per la sicurezza dei lavoratori».l
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