La manifestazione
Autovelox, il primato della Toscana. Multe: la classifica dei comuni toscani
Bartolini (Codacons): «Ora basta, gli enti stanno esagerando». Biffoni (Anci): «Servono per evitare gli incidenti, non per fare cassa»
Il primato è uno di quelli che fa arrabbiare: l’Italia sul tetto d’Europa per il maggior numero di autovelox. Di apparecchi lungo le strade il nostro Paese ne conta 11.130, più di Gran Bretagna – che ne ha 7.700 – Germania (oltre 4.700) e Francia (3.780). E anche per numero d’incassi, come conseguenza delle sanzioni, con la Toscana che fa da traino: in un anno, infatti, nella nostra regione (considerando i Comuni capoluogo di provincia) sono state elevate multe per un totale di oltre 67 milioni di euro di cui circa un terzo – pari a 23,2 milioni – soltanto a Firenze, maglia nera italiana, secondo i dati ufficiali relativi al 2022 diffusi del ministero dell’Interno. In pratica, più di Milano (quasi 13 milioni), Genova (10,7 milioni) e Roma (6,1 milioni). «Non so se siamo la capitale degli autovelox, ma nei dieci anni della nostra amministrazione non ne è stato installato uno in più: dunque, nel caso, lo eravamo già da prima - commenta Stefano Giorgetti, assessore alla Mobilità di Firenze - È vero, invece, che sono stati aggiornati i software dei sistemi di rilevamento degli autovelox e questo ha comportato un maggior numero di multe».
«Ciò che sta accadendo in questi giorni in Italia attesta l’esasperazione dei cittadini che si sentono tartassati, ma non condividiamo atti di illegalità come quelli di chi distrugge gli autovelox – sottolinea Silvia Bartolini, presidente toscana del Codacons, il coordinamento di associazioni a difesa dei consumatori, riferendosi a Fleximan, il “giustiziere” anonimo che abbatte gli apparecchi con un flessibile – Chi supera i limiti di velocità deve essere sanzionato con la massima severità, ma anche gli enti stanno esagerando».
C’è poi un altro aspetto: investire la metà dei proventi delle multe in sicurezza stradale, come stabilito dall’articolo 208 del Codice della strada. «Le strade, anche a Firenze, sono piene di buche che spesso provocano incidenti – precisa Bartolini – I Comuni non dovrebbero concentrarsi soltanto sulle sanzioni, ma soprattutto sugli investimenti per migliorare la sicurezza». Anche perché, in Toscana, gli incassi non mancano: Firenze ha il primato assoluto, seguita da Grosseto (8,5 milioni) e Livorno (6,5 milioni), mentre chiude la classifica Lucca con 1,4 milioni di euro di proventi.
Intanto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti precisa di lavorare a «una direttiva per chiarire e semplificare il tema dei limiti di velocità, con particolare riferimento ai centri urbani e con l’obiettivo di trovare un ragionevole equilibrio tra l’esigenza di garantire la sicurezza (che resta una priorità) ed evitare forzature che rischiano di generare l’effetto contrario». Ma per Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, «il paradosso è che gli autovelox siano posizionati nei posti sbagliati».
«Devono essere installati nelle strade cittadine, non in quelle ad alta percorrenza dove a volte ci sono anche le condizioni di sicurezza per limiti di velocità più elevati – conclude Biffoni – In Toscana ci sono strade, e penso a via Galilei, via Bologna e via Ferrucci a Prato, dove i cittadini stessi ci segnalano che lì gli automobilisti corrono troppo, ma i Comuni non hanno gli strumenti per fermarli se non la pattuglia, di tanto in tanto, con il autovelox mobili. Tutti quanti gli apparecchi, poi, sono correttamente segnalati come previsto dalla legge. Gli autovelox servono per evitare gli incidenti, non per fare cassa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
