Bonus mamme 2024, sgravi contributivi a lavoratrici a tempo indeterminato. Congedo parentale: le novità
È prevista l’esenzione completa dal pagamento della quota dovuta all’Inps per un valore che può arrivare fino a un massimo di tremila euro annui. Tutte le misure a favore di chi ha due o più figli
Buone notizie dalla legge di Bilancio 2024 per le dipendenti con almeno due figli, di cui almeno uno al di sotto dei dieci anni di età. All’interno del provvedimento è infatti stato inserito il bonus per le madri lavoratrici, che prevede l’esenzione dal pagamento dei contributi Inps a carico della lavoratrice per tutto il 2024, fino ad un massimo di 3.000 euro.
Le madri con un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, con l’esclusione dei contratti di lavoro domestico, e con almeno due figli vedranno dunque aumentare il loro stipendio, che godrà infatti di un rialzo del 9,19% (la quota di contributi a carico di lavoratrici e lavoratori dipendenti). Lo sconto ha però delle limitazioni. Una volta che l’esenzione dovesse superare la soglia dei 3.000 euro, cosa che può avvenire solo per coloro che hanno uno stipendio lordo superiore a 31.948,88 euro annui, i contributi dovranno infatti essere pagati normalmente.
L’altro limite per questa misura è invece legato all’età dei figli. L’esenzione dal pagamento dei contributi è infatti valida solo fino al mese in cui il figlio più giovane non compia i dieci anni di età. Questa misura è stata inserita in via sperimentale per il 2024 partendo da un altro omologo bonus per le madri lavoratrici, rivolto però alle dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli. Per queste donne è infatti prevista la completa esenzione dal pagamento dei contributi a loro carico dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026. Una misura dalla durata più prolungata che presenta la stessa soglia massima di esenzione, cioè 3.000 euro all’anno, ma che ha requisiti meno stringenti per quanto riguarda l’età dei figli. Il bonus può infatti essere corrisposto fino al mese del raggiungimento della maggiore età da parte del figlio più giovane. Il bonus per le madri lavoratrici è in vigore già da questo gennaio, ma perché venga implementato potrebbe essere necessario del tempo, anche se, al momento, in assenza di chiarimenti dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), non è dato sapere quanto ci vorrà perché arrivi in busta paga.
Fringe benefit
Il bonus madri non è però dell’unica misura di cui potranno godere le lavoratrici con la nuova legge di Bilancio. All’interno della Finanziaria è stato anche previsto l’aumento della soglia esentasse dei fringe benefit per tutto il 2024, valido anche per i lavoratori. Oltre alla cessione di beni e servizi, l’esenzione va ad includere anche le somme erogate per il pagamento delle utenze domestiche, le spese per l’affitto o per gli interessi del mutuo sulla prima casa. E, mentre per i dipendenti senza figli il limite è fissato a 1.000 euro annui, per quelli con figli il valore massimo che non va a costituire reddito è aumentato a 2.000 euro all’anno. Per ottenere questo bonus sarà però necessario fare richiesta al datore di lavoro, indicandogli il codice fiscale dei figli.
Premi produttività
Confermata quest’anno la detassazione dei premi produttività, che verranno sottoposti ad un'aliquota del 5%, la stessa del 2023, invece di tornare all’aliquota ordinaria del 10%. Così come viene confermato il taglio del cuneo fiscale del 6% per i dipendenti con uno stipendio mensile lordo, al netto del rateo della tredicesima, inferiore a 2.692. Taglio che viene aumentato al 7% per coloro che percepiscono stipendi lordi mensili, sempre al netto della tredicesima, inferiori a 1.923 euro.
Asilo nido
Cresce invece, arrivando a 3.600 euro annui, il bonus asilo nido, ma solo per i bambini nati nel 2024 le cui famiglie hanno almeno un altro figlio di meno di 10 anni e un Isee inferiore a 40.000 euro. In questo caso il bonus deve essere richiesto all’Inps da un genitore attraverso l’apposita sezione del sito dell’Istituto, a cui sarà necessario accedere con le proprie credenziali di identità digitale (Spid, Cns o Cie), oppure tramite un patronato. Questa misura non sostituisce l’ordinario bonus asilo nido, che continuerà ad essere erogato per i figli sotto ai tre anni, con importi variabili tra i 3.000 e i 1.500 euro a seconda dell’Isee. Da ricordare, inoltre, che in Toscana per la frequenza degli asili nido vige uno sconto regionale assegnato alle famiglie, per la quota che eccede il contributo rimborsabile dall’Inps, fino ad un massimo di 527,27 euro per ciascuna mensilità (per un massimo di 11 mensilità complessive) da settembre 2023 a luglio 2024.
Congedo parentale
Infine, non dobbiamo dimenticare l’introduzione per il 2024 di un secondo mese di congedo parentale con indennità all’80% della retribuzione. I genitori di bambini fino a sei anni di età hanno la possibilità di usufruire di due mesi di congedo con lo stipendio all’80%, ma solo per questo anno. A partire dal prossimo, per il secondo mese l’indennità scenderà al 60%. Dopo il secondo mese, già nel 2024, l’indennità passa al 30% per un massimo di tre mesi per ciascun genitore, a cui vanno aggiunti altri tre mesi complessivi da dividere tra i due genitori. Le mensilità con indennità al 30% potranno però essere sfruttate fino al dodicesimo anno di età del figlio, invece che fino al sesto come per i mesi con indennità maggiorata.
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