Toscana
Influenza H1N1, il professor Mauro Pistello: «Nessun allarme ma ecco i sintomi da non sottovalutare»
L’analisi del direttore del reparto di virologia dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana: «Rischiano soprattutto i fragili»
Virus, influenza, morti, ricoveri, ospedali. Parole che evocano ricordi tragici e riportano al periodo nero della pandemia. Termini che nei primi giorni del 2024 sono tornati di attualità. Ma – è bene precisarlo subito – in un contesto completamente differente rispetto a quello legato all’epoca Covid. Di sicuro c’è un virus che sta circolando in Italia, e ci sono anche delle vittime. Due nelle ultime ore nella zona di Vicenza. E c’è anche una sigla che caratterizza il virus in questione: H1N1. Di cosa si tratta? C’è un pericolo diffuso per la popolazione? Cosa sta succedendo? Facciamo chiarezza. Il modo migliore per farlo è affidarsi a chi di virus se ne intende, come il professor Mauro Pistello, direttore del reparto di virologia dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana. Che precisa: «Non c’è alcun allarme. Stiamo parlando di un virus influenzale che in Italia si presenta da anni nella stagione invernale, e da sempre fa dalle 20mila alle 30mila vittime in Europa. A morire sono soprattutto i pazienti cosiddetti fragili».
Professore, cos’è l’influenza H1N1?
«Si tratta della denominazione che caratterizza una grande famiglia alla quale appartengono molti virus influenzali. Non a caso, il vaccino anti-influenzale contiene un mix di virus, proprio per proteggerci il più possibile. L’H1N1 in particolare è uno dei ceppi più comuni e sta circolando in modo più sostenuto rispetto agli anni passati. Questa è una cattiva notizia perché significa che si sta trasmettendo in maniera particolarmente facile, diciamo che ha una marcia in più rispetto ai classici virus influenzali. Ma è anche una buona notizia in quanto circola da molto tempo, e quindi la maggior parte dei soggetti - adulti anziani e adolescenti - resiste all’infezione oppure, nel caso in cui la contrae, sviluppa una malattia molto lieve».
È vero che è particolarmente pericoloso per i bambini? Se sì, per quale motivo?
«I bambini pagano dazio due volte. In modo specifico quelli al di sotto dei 5 anni sono soggetti che non hanno mai visto questo virus, che circolando con estrema facilità colpisce molti di loro. Ci sono dei ricoveri in ospedale, ma come accade per altri virus, niente di clamoroso».
Se è vero che il virus H1N1 è presente da tempo, come mai in questi giorni se ne parla così frequentemente?
«Il motivo è uno solo ed è molto semplice. Ci aspettavamo un picco dei casi come ogni anno, ma sulla base delle proiezioni effettuate pensavamo che si verificasse da metà gennaio in poi. In realtà il picco è arrivato in anticipo di circa tre settimane e in maniera molto repentina. Basti pensare che attualmente abbiamo già avuto in Italia un numero di ammalati pari alla metà di quanti ne abbiamo registrati nell’intera stagione influenzale dello scorso anno. Resta da valutare cosa accadrà in seguito alla riapertura delle scuole, ci troviamo adesso in una situazione intermedia. L’incidenza dell’infezione ha rallentato, ma è troppo presto per valutare gli effetti della ripartenza dell’attività scolastico. A mio avviso, la fase più acuta è stata superata, con aumento di accessi al pronto soccorso e impennata dei ricoveri, ma almeno in Toscana la situazione è sotto controllo».
Quanto è pericoloso in generale il virus H1N1?
«Non ci sono pericoli evidenti. Chiaramente, se un soggetto è ricoverato per una sua malattia o infezione batterica si cerca di non metterlo assieme a pazienti che hanno un’infezione virale per non esporlo a ulteriori rischi. Il protocollo è il solito degli anni scorsi, con la differenza che adesso possiamo sapere molto rapidamente, grazie a una migliore efficienza dei test specifici, se un soggetto è affetto dal virus, e quindi sistemarlo in ospedale in zone in cui non rischia di contagiare altre persone».
Questo virus influenzale può portare alla morte?
«Ha sempre causato morti, ma oggi come negli anni scorsi si tratta nella stragrande maggioranza dei casi di soggetti cosiddetti fragili, ovvero anziani, oppure bambini che non stati vaccinati, o persone che hanno avuto infezione che non è stata ben controllata. Non c’è alcun allarme, ma è necessario sorvegliare, monitorare la situazione».
Quali sono i sintomi dell’influenza da virus H1N1 e come ci si può difendere una volta che si manifestano?
«Nella fase iniziale il virus provoca naso chiuso, mal di gola, e successivamente una crescente sensazione di malessere con dolori muscolari e febbre non altissima. Importante mettersi a riposo qualora si verificassero questi sintomi e provvedere con medicinali anti-infiammatori e antivirali, da prendere subito senza esitazione».
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