Sicurezza
Gas mercato libero, i due consigli per scegliere il fornitore e non rischiare bollette pesanti
Da domani si entra nel mercato senza tutele: è caccia alla formula che fa risparmiare. Utenti vulnerabili ancora “protetti” ma chi vive in condominio rischia la beffa
Da domani in Italia è in vigore una delle liberalizzazioni più ampie e diffuse che la storia racconti: l’abolizione del mercato tutelato del gas a favore di quello libero. Certo, ci sono fasce della popolazione che potranno godere di certe tutele (i cosiddetti “vulnerabili”) ma circa 6,1 milioni di utenti hanno fatto o dovranno fare una scelta di fornitura.
Bisognerà in sostanza diventare più bravi nell’individuare l’offerta migliore, un po’ come quando si comparano le proposte che vengono fatte dai vari supermercati dove i prezzi possono variare di molto sul singolo prodotto. In questo specifico caso il prodotto è il gas naturale che arriva nelle abitazioni tramite la fornitura di uno degli oltre 100 operatori che lo propongono.
Quante offerte
Ognuno fa la propria offerta e il cittadino avrà la possibilità di optare per la migliore. Questo sarà un potenziale vantaggio quando il sistema andrà a regime, ma in questa prima parte sono ancora molti i timori di scarsa conoscenza tanto che le associazioni dei consumatori in coro stanno invocando un rinvio dell’entrata in vigore del nuovo sistema.
A ora, però, il governo non pare indirizzato a una proroga e, anzi, già pensa alla seconda variazione che riguarderà la luce elettrica e partirà a luglio.
Conviene quindi capire nel dettaglio cosa sta accadendo e cosa può fare ogni utente.
Due consigli
Il primo consiglio è prendere una bolletta del gas e osservare la prima pagina dove si troverà il regime in cui si è inseriti: mercato tutelato o mercato libero. Nel secondo caso non servirà fare nulla di speciale, se si vuole continuare con quel fornitore si prosegue oppure si cerca un’altra proposta commerciale. Nel caso ci si trovi ancora nel mercato tutelato ecco che la questione cambia. Occorre intanto capire se si è considerati vulnerabili oppure no.
I vulnerabili sono divisi in quattro categorie: chi ha compiuto 75 anni; chi è percettore di un bonus sociale gas (per livello Isee); chi è disabile ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/92; chi vive in una struttura abitativa di emergenza a seguito di eventi calamitosi (ad esempio i moduli abitativi del terremoto).
I vulnerabili
Chi è vulnerabile potrà ricevere il gas naturale a condizioni economiche e contrattuali stabilite da Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), rimanendo di fatto in un mercato tutelato. In questo contesto si inserisce però il primo errore del sistema: chi è un vulnerabile e abita in un condominio con riscaldamento centralizzato non potrà beneficiare delle tutele.
Discriminazione
«Una discriminazione grave rispetto a chi vive in case indipendenti o immobili unifamiliari, che non solo danneggia le persone deboli, ma crea un’enorme confusione: ad esempio per cucinare gli utenti vulnerabili che vivono in condominio potranno approfittare delle tariffe del mercato tutelato, con le condizioni contrattuali ed economiche definite e aggiornate dall’Autorità, mentre per riscaldare casa dovranno sottostare a quelle del mercato libero in base al contratto sottoscritto dal condominio in cui risiedono. Un pasticcio all’italiana, sul quale ora governo e Arera dovranno correre ai ripari”, incalza Furio Truzzi di Assoutenti.
I non vulnerabili
Chi non è invece vulnerabile dovrà fare la propria scelta, partendo da una sola certezza: se non deciderà a quale fornitore affidarsi non si vedrà chiusa la fornitura come invece è trapelato dal mondo della disinformazione “acchiappaclic”.
È infatti questo l’escamotage individuato per evitare ulteriori problemi agli utenti già di per sé disorientati: quelli bravi, competenti, abili e con un po’ di scaltrezza potranno scegliere il fornitore (in aiuto viene il sito ilportaleofferte.it che dopo l’inserimento di pochi dati confronta tutte le proposte), gli altri si vedranno attivare automaticamente dal proprio fornitore “storico” l’offerta placet, acronimo di prezzo libero a condizioni equiparate di tutela. Si tratta di una proposta “in deroga” dove le condizioni contrattuali e di prezzo sono regolate da Arera con il singolo venditore che stabilisce soltanto il costo della componente fissa annuale della fornitura. Detta così sembrerebbe una proposta simile a quella tutelata, ma attenzione: la quota fissa può variare di molto e date le condizioni attuali del prezzo del gas gli analisti sono tutti piuttosto concordi nel sostenere che l’offerta Placet sia talvolta peggiorativa rispetto a numerose proposte del mercato libero. Ecco perché conviene fare una scelta consapevole e farsi aiutare, conoscendo i propri diritti.
Il secondo suggerimento, utile a far calare di qualche euro il prezzo finale della bolletta è cercare di limare le spese superflue: la domiciliazione bancaria e il recapito sulla mail sono infatti voci che vengono premiate dai fornitori che abbassano i loro costi di spedizione, garantendosi la riscossione pressoché certa e così anche il consumatore avrà qualche vantaggio.
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