Sicurezza
Scuola e gli open day: ecco gli sbagli dei genitori
La studentessa: «Il passaggio chiave è dalle medie alle superiori»
Parlo come studentessa di un istituto tecnico che per la prima volta nel suo percorso ha partecipato a quelli che si chiamano “Open Day”.
Questi piccoli eventi non sono altro che una riunione dove noi studenti delle superiori presentiamo i percorsi che offre la nostra scuola agli alunni e alle alunne delle scuole medie.
Questi eventi, che si svolgono all’interno della scuola, servono ad aiutare chi è in terza media a scegliere quale scuola superiore frequentare.
Il periodo che va da novembre a gennaio è forse il più stressante di tutti per i ragazzi che terminano le medie e che dovranno poi iniziare un nuovo percorso di studio alle superiori.
È un periodo pieno di scelte, che devono essere fatte dallo studente. Ma non sempre è così.
In questi primi incontri spesso ho sentito i genitori degli alunni decidere loro la scuola, secondo loro migliore, per il proprio figlio.
Il figlio in silenzio da una parte, mentre i genitori che ascoltavano le indicazioni dall’altra. Non è successo una volta sola e, temo, sicuramente non sarà l’unica.
Questi incontri sono fatti per poter rendere possibile l’avere dei confronti tra uno studente che frequenta una determinata scuola e uno studente che deve decidere.
Perché alla fine non sarà la famiglia che dovrà seguire il percorso che aiuterà il loro figlio o la loro figlia nel futuro, ma saranno il figlio o la figlia stessi.
La famiglia semplicemente non deve influenzare le scelte ma sostenere e incoraggiare il proprio figlio per far in modo che questi provi a costruirselo da solo il proprio futuro.
Ci sarà chi è indeciso e chi invece ha paura di parlare, certo, ma nessuno deve aver nulla da temere in questi momenti.
Questi momenti sono fatti apposta per buttare via ogni dubbio possibile, cercare di abbattere tutti gli ostacoli che dividono la fine di un percorso con l’inizio di uno nuovo, difficile, ma che ti darà soddisfazione.
Bisogna imparare a conoscersi, capire cosa ci può piacere in un futuro. Bisogna iniziare ad aprire “le persiane” in quella che sarà la stanza dove poi ci metteremo i nuovi saperi che serviranno per il nostro futuro.
Tutti siamo passati nel passaggio che va dalle medie alle superiori, chi più e chi meno, ha avuto questo problema della scelta.
Il passaggio sarà sicuramente difficile, ma potrà essere facilitato se durante queste opportunità si coglie l’occasione di togliere qualunque domanda o perplessità che si tiene.
Ma che soprattutto che queste domande siano fatte dai ragazzi che saranno protagonisti di questo viaggio, perché sono i primi che devono essere consapevoli a cosa vanno incontro.
Perché come disse Einstein non bisogna considerare lo studio come un dovere, ma come un’invidiabile opportunità.
* Studentessa di 17 anni dell’itcg “Enrico Fermi” di Pontedera e partecipante
al Pcto “Scuola2030” del Tirreno
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
