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Meteo: l’analisi

Ondata di gelo in Toscana, il rischio di un freddo record a causa dello “strat-warming”: ecco di cosa si tratta

di Tommaso Silvi
Ondata di gelo in Toscana, il rischio di un freddo record a causa dello “strat-warming”: ecco di cosa si tratta

L’Europa del nord si raffredda come mai accaduto negli ultimi trent’anni: un fenomeno che potrebbe avere effetti anche in Italia con l’arrivo di un’irruzione artica di dimensioni storiche. Il punto della situazione a cura del Centro Meteo Toscana

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Le potenzialità sono da evento storico. Per intenderci, al momento ci sono tutti gli ingredienti affinché in Italia, nelle prossime settimane, arrivi una “botta” fredda di dimensioni e intensità che non si vedono da decine di anni. Potrebbe trattarsi – il condizionale è obbligatorio perché per una previsione dettagliata è ancora presto – di qualcosa di simile al famoso inverno del 1985, quando il gelo avvolse l’Italia portando temperature rigidissime e nevicate di diversi centimetri anche nelle zone di pianura della Toscana. Tutto questo potrebbe accadere di nuovo. Almeno questo raccontano i movimenti atmosferici che si stanno verificando nel nord Europa. A fare il punto della situazione è il Centro Meteo Toscana, che ogni giorno si occupa di monitorare le condizioni climatiche sulla regione.

Cosa sta succedendo

In questi primi giorni del 2024 una straordinaria ondata di gelo sta riguardando la Scandinavia. «Dove le temperature – spiegano dal Centro Meteo Toscana – oscillano ovunque tra –20 e -40 gradi centigradi». Questo freddo anomalo «è il risultato – proseguono ancora gli esperti del Cmt – è il risultato del primo warming stratosferico avvenuto a fine dicembre 2023, che ha apportato temperature freddissime soprattutto al suolo a causa di aria gelida tipica dei grandi anticicloni termici invernali».

Cos’è lo strat warming?

Per chi “maneggia” la meteorologia abitualmente è una parola conosciuta, ma per la maggior parte delle persone non è così. Il Centro Meteo Toscana spiega come il grande freddo attualmente presente in Scandinavia è il risultato del warming stratosferico (o strat warming) avvenuto alla fine di dicembre 2023. Ma cos’è lo strat warming? Intanto partiamo da una traduzione letterale: warming significa riscaldamento. Il riscaldamento stratosferico, in genere legato all’assorbimento della radiazione ultravioletta da parte dell’ozono che costituisce la stratosfera, può essere classificato a seconda della differenza di temperatura osservata come lieve, moderato o intenso (fino a 60 gradi di anomalia) e rilevabile tramite radiosondaggi atmosferici. Il riscaldamento stratosferico si presenta in massima parte d'inverno e sembra coinvolgere in misura molto maggiore l'emisfero settentrionale piuttosto che quello meridionale. Le cause del riscaldamento stratosferico sono ancora poco chiare nella comunità scientifica sebbene siano state avanzate ipotesi che coinvolgono l'attività solare da una parte e l'influenza delle onde planetarie dall'altra. Si tratta quindi di un riscaldamento della stratosfera – regione dell'atmosfera compresa tra 15 e 60 chilometri circa dal suolo, caratterizzata da un aumento della temperatura con la quota e sede dell'ozonosfera – capace di creare effetti anche “al di sotto”, ovvero nell’atmosfera. Effetti che, in alcuni casi, possono condurre a cambiamenti importanti della circolazione climatica, come nel caso del freddo anomalo che sta riguardando la Scandinavia e che, potenzialmente, potrebbe stravolgere le carte dell’inverno anche in Italia. 

Gli effetti in Italia e il paragone con l’inverno 1985

Ma che effetti può avere quanto spiegato fino ad ora Italia e quindi anche in Toscana? Il Centro Meteo Toscana spiega: «A partire dalla metà di gennaio ci attendiamo di vedere gli effetti un nuovo impulso stratosferico molto importante con una nuova colata artica imponente, probabilmente paragonabile a ciò che avvenne nel gennaio 1985». Ma attenzione: «La traiettoria della colata gelida – prosegue il Cmt –  è tutta da definire. Impossibile sapere se questa massa gelida interesserà o no l’Italia. Quel che sembra molto probabile è che su diverse zone d'Europa il gennaio 2024 potrebbe essere ricordato per un bel po’ a causa del gelo, che avrà effetti imponenti anche negli Stati Uniti. Situazione quindi tutta da seguire – conclude il Centro Meteo Toscana –. L'estremizzazione climatica è questa: fasi calde sempre più prolungate, ma che possono essere alternate in inverno a brevi fasi gelide, spesso caratterizzate da valori record. Cosi, probabilmente, sarà anche quest'anno. Intanto da domenica 7 gennaio le temperature torneranno a scendere in Toscana, con un freddo tipico dell’inverno italiano, che per il momento non si è ancora visto. Attese anche piogge moderate e forti tra venerdì 5 e domenica 7 gennaio». 

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