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È sempre caos nei pronto soccorso in Toscana, il problemi degli accessi impropri: c’è un’idea

di Barbara Antoni
È sempre caos nei pronto soccorso in Toscana, il problemi degli accessi impropri: c’è un’idea

I dati: l’85% delle persone che si rivolge al pronto soccorso bypassa il medico di famiglia. Niccolò Biancalani, segretario regionale della Fimmg toscana: «Una svolta potrebbe arrivare dal numero di telefono unico a servizio della continuità assistenziale»

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Non solo nei giorni di festa, quando quasi ovunque nei pronto soccorso toscani si sono superati i duecento accessi giornalieri: i reparti della medicina di urgenza continuano a essere in affanno. E, soprattutto, per la quantità di accessi di pazienti con patologie lievi.


Coloro, quindi, che potrebbero essere trattati extra pronto soccorso. I dati in tempo reale registrati dal Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche, scattavano ieri verso le 14 queste istantanee: al pronto soccorso di Cisanello, 50 pazienti in attesa di ricovero, 15 in osservazione breve, 30 in corso di valutazione; al pronto soccorso del Lotti di Pontedera, 30 pazienti in attesa di ricovero, 8 di visita, esauriti i 12 posti letto. Ancora: a Prato, 42 pazienti in attesa di un letto. Al pronto soccorso di Montevarchi: 9 pazienti in attesa di presa in carico, 8 dimessi in attesa di ambulanza, 15 in carico al medico di cui 8 in attesa di ricovero. A Firenze, situazione difficile anche al pronto soccorso di Careggi; i rilievi del Nursind fra le 14 e le 15 riportano 53 pazienti in attesa, 44 in visita, 39 in attesa di destinazione.

Questi i numeri all’interno dei pronto soccorso, seppure in molti casi, a vedere dalle sale di attesa quasi vuote di familiari, come ieri mattina a Pescia, poteva sembrare che l’affollamento non ci fosse.

Influenza killer

Il 2024 conferma una situazione pesante, dopo i numeri straordinari di accessi durante le feste (come gli oltre 250 del 27 dicembre al Versilia): nell’arco di 24 ore tra il 2 e il 3 gennaio gli accessi ai pronto soccorso dell’Asl Toscana Centro «sono stati 1.206; di questi 185 si sono trasformati in ricoveri; 117 pazienti sono stati presi in carico precocemente da internisti e geriatri grazie alla forte interazione, presente in tutti i presidi ospedalieri, tra gli specialisti delle aree mediche e il personale delle medicine d’urgenza», riporta direttamente l’Asl Toscana Centro. E continua: «Pur operando in una situazione di difficoltà, medici e infermieri si stanno adoperando al massimo per affrontare un’influenza molto aggressiva determinando, tra Natale e Capodanno, un aumento di accessi delle medicine d’urgenza dal 30 al 40%».

«Più servizi territoriali»

«Il sovraffollamento in pronto soccorso è diventato cronico perché è l’unica risposta che c’è – spiega Giampaolo Giannoni, segretario regionale del Nursind –, vi si rivolgono anche i codici “differibili”. Le urgenze vengono subito esaminate, le altre patologie devono attendere». Tra i pazienti che si rivolgono al pronto soccorso, molti sono gli anziani. «L’assistenza domiciliare così come è organizzata è insufficiente – prosegue Giannoni – con un infermiere di famiglia ogni seimila abitanti. Va potenziata, portandola almeno a un infermiere ogni tremila cittadini, pensiamo che gli standard europei sono uno ogni 1.500. Bisogna investire di più sul territorio: solo così potrà migliorare la situazione nei pronto soccorso».

«L’85% delle persone che si rivolge al pronto soccorso – spiega Niccolò Biancalani, segretario regionale della Fimmg toscana (federazione medici di medicina generale) – bypassa il medico di famiglia. Si rivolgono al pronto soccorso perché lì sanno di poter fare subito tutti gli esami necessari. Anche per questo siamo contrari all’insediamento della guardia medica vicino al pronto soccorso: perché le persone, dopo averla interpellata, rifiuterebbero di curarsi a casa e si rivolgerebbero comunque al pronto soccorso. Avremmo così impegnati ancora più operatori per gli stessi casi». Per Biancalani, una svolta negli accessi impropri ai pronto soccorso potrà essere rappresentata dall’introduzione del 116-117, numero unico a servizio della continuità assistenziale. «Questo numero – spiega – sarà introdotto in prima istanza nell’Asl Toscana Centro e poi a macchia d’olio nelle altre Asl toscane. Va da sé che saranno gli operatori, qualora vi si rivolga un caso grave, a dirottarlo al 112. La continuità assistenziale in questi termini sarà attiva ogni giorno dalle 20 alle 8 e nei festivi. Come medici di base, inoltre, abbiamo aperto un dialogo con la Regione: siamo disponibili a dare il nostro contributo alle case della salute o case di comunità».

 

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