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In Toscana per il buco nella sanità stangata sull’Irpef: ecco gli aumenti per fascia di reddito
Si pagheranno in più da 120 a 1.200 euro all’anno. Italia viva contraria, maggioranza in Regione a rischio: in bilico l’assessora Saccardi. In fondo all’articolo le simulazioni sugli aumenti dell’addizionale Irpef
FIRENZE. Poco meno di un milione di contribuenti toscani nel 2024 dovranno mettere mano al portafogli per l’aumento dell’addizionale Irpef regionale fra i 120 e i 1.200 euro annui (per redditi di circa 100mila euro).
La decisione è stata comunicata in consiglio regionale durante la relazione sul bilancio di previsione 2024, per voce del presidente Eugenio Giani, che è anche assessore al bilancio. Il buco di 400 milioni di euro che grava sulla sanità regionale non può rimanere sospeso, né nell’indecisione né nell’approssimazione.
Ed è proprio per coprire la falla finanziaria nella sanità regionale che la giunta toscana ha deciso per l’aumento dell’addizionale irpef, ma solo a partire dai redditi medio-alti. Dall’aumento della tassazione arriveranno poco più 197 milioni di euro, quanti bastano per mettere in sicurezza il sistema sanitario. Tutto questo è venuto fuori in poco meno di mezz’ora in cui il presidente ha annunciato un maxi emendamento che entro stamani alle 9 sarà ufficialmente depositato. È stato annunciato che l’aumento dell’addizionale Irpef non toccherà le fasce di reddito da 0 a 28mila euro di imponibile.
Da 50mila euro in su l’addizionale Irpef regionale aumenterà a partire da 360,80 euro all’anno. Una mossa, quella del Partito democratico e del presidente Giani, che rischia di produrre fibrillazioni nella maggioranza che guida la Toscana. Italia viva non è intenzionata a votare il maxi emendamento e se non approverà anche il bilancio il posto da assessora di Stefania Saccardi salterà. Trattative sono in corso e fino al momento del voto non riusciremo a sapere se il presidente rinuncerà alla sua assessora esaudendo la richiesta dei consiglieri regionali di non confermare la fiducia a rappresentanti di quei partiti che non votano il bilancio.
Intanto, senza soluzioni la sanità toscana, che da tempo affonda in un debito di circa 400 milioni, senza la copertura finanziaria dell’aumento dell’addizionale regionale Irpef avrebbe rischiato il dissesto e il commissariamento.
Il mancato accredito del cosiddetto “payback” sanitario da parte del governo Meloni, per gli anni dal 2019 al 2022, ha appesantito la situazione. «Abbiamo cercato fino all’ultimo di avere il credito del “payback” dal governo, ma non c’è stato dato», ha detto Giani in aula. «Nella vita di un amministratore – ha poi aggiunto – ci sono momenti in cui si devono fare scelte impopolari per salvare il sistema, in questo caso quello della sanità pubblica». Il “payback” sanitario è un credito, contestato dalle aziende di dispositivi medici e su cui dovrà esserci un parere di costituzionalità, che da Roma sarebbe dovuto arrivare a Firenze. Ma quei soldi non sono mai partiti.
La tassa che fa tremare
La manovra di aumento dell’addizionale regionale soprannominata nei corridoi “Gianitax” ha creato forti polemiche tanto da mettere a rischio la maggioranza. «Il regalo di Natale che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ci fa è una nuova tassa. A differenza di quanto concesso dal ministro Speranza, il governo Meloni non permetterà alla Regione Toscana di iscrivere in bilancio i crediti che ha verso le imprese del settore medico», hanno detto i dem proseguendo che «le risorse che il governo ha scelto di destinare al Fondo sanitario nazionale sono del tutto insufficienti per far fronte all’inflazione, ai costi energetici e alle necessità di un sistema sanitario che ha affrontato la prova della pandemia. Per far quadrare il bilancio della sanità, è perciò necessaria la revisione dell’addizionale Irpef regionale, una tantum, da rivedere a dicembre dell’anno prossimo». Ma Eugenio Giani promette: «L’aumento dell’addizionale ci permetterà di far quadrare i conti e di mantenere i servizi di qualità senza chiudere né un presidio né un distretto sanitario».
Italia viva dice no
S’incrina il rapporto con Italia Viva. Il consigliere regionale Stefano Scaramelli, vice presidente del consiglio regionale, ammonisce: «Restiamo leali all’alleanza con il Pd, ma diciamo fermamente di essere contrari all’aumento della tassazione. I cittadini non meritano l’aumento dell’addizionale regionale, anche se è un errore che il governo non abbia accreditato quanto dovuto alla Regione». «Si paventa di avere una Regione Toscana con il livello di tassazione fra i più alti d’Italia. Noi non vediamo all’orizzonte lo spettro del commissariamento della sanità. E chiediamo al Pd e al presidente Giani di fermarsi».
FdI, costi elefantiaci
«Il presidente Giani forse ne fa troppe; presidente, assessore, commissario per l’alluvione, gira due volte il giorno tutta la Toscana. Forse non ha tempo di guardare bene i conti. Ci chiediamo: i costi che lievitano di questa sanità dove si trovano? Non è che siano di un apparato elefantiaco messo in piedi negli anni e che ora non è più sostenibile?», esplode il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Petrucci. E proprio a Petrucci il presidente Eugenio Giani si è rivolto durante il suo intervento in aula rammaricato di non aver trovato negli esponenti di Fratelli d’Italia la sponda per «fare squadra a favore della Toscana e della sua sanità», ha detto, spingendo di più sul governo Meloni per ottenere il “payback”.
M5s, voto contrario
È la consigliera regionale Silvia Noferi a comunicarlo. I pentastellati in consiglio regionale voteranno “no” al maxi emendamento del presidente Giani. «In teoria dire che chi ha di più paghi di più, è del tutto corretto – dice Noferi –. Ma l’annuncio a braccio del presidente non è una strada percorribile quando neppure si sa, si conosce, quale sia la causa della voragine».
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