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Toscana, rischio aumento delle tasse nel 2024. Giani dà la colpa al governo: «Se non danno i soldi della sanità sarò costretto»
L’ipotesi che si fa strada: incremento una tantum sull’addizionale Irpef per redditi oltre i 28.000 euro
Le speranze che il barometro viri al bel tempo sono ridotte al lumicino. Se la Toscana riuscirà o meno a evitare il ritocco alle imposte regionali nel 2024 lo sancirà, con tutte le probabilità, l’esito dell’incontro che stamattina, martedì 19 dicembre, Eugenio Giani, presidente della Regione, avrà con Orazio Schillaci, ministro della Salute del governo di Giorgia Meloni targato Forza Italia. Secondo round di un confronto già avviato, nel quale mentre Schillaci ha mostrato timide aperture alla possibilità che il governo possa rimborsare a stretto giro alla Regione Toscana almeno parzialmenteil credito di spesa sanitaria vantato (200 milioni, la metà del totale), maggiore scetticismo si è fatto sentire dal Mef guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti.
«Domani mattina (stamani, ndr) mi sento con il ministro Schillaci – spiega Giani in viaggio per Livorno, dove ieri sera ha incontrato i sindaci del territorio provinciale –. Stamani (ieri mattina, ndr) mi sono confrontato con la mia maggioranza sulla prospettiva di rientro del credito sulla spesa sanitaria che abbiamo verso il governo: il payback che ci spetta. Ma se il ministro dirà che il governo non ha intenzione di fare il decreto per riconoscercelo, allora dovremo aumentare le tasse: non per scelta, ma perché saremo obbligati. Così non c’è margine, lo dico io che sono il primo ad aver lottato fin dal primo giorno per avere riconosciuto quello che ci spetta. E sono consapevole della posizione assunta da Italia Viva» («non avalleremo aumenti di tasse», ha detto Matteo Renzi», ndr).
Giani si accalora sulla spettanza negata, e rincara: «L’anno scorso, con il decreto del governo, abbiamo ricevuto i 390 milioni relativi alle quattro annualità dal 2015 al 2018 compresi; quest’anno ci spettano le quattro annualità residue, dal 2019 al 2022».
Quote che ammontano, nel complesso, a 400 milioni. Ma il decreto del nuovo governo di centrodestra ad oggi non c’è; per portare a pareggio il bilancio 2024 alla Regione servono 340 milioni, di cui cento verranno presi dai Fondi di sviluppo e coesione e 15 ripescati dalle pieghe del bilancio; all’appello, alla fine, mancheranno 225 milioni di euro: la quota che Giani sta cercando intanto di strappare al governo.
Da settimane si lavora a scenari e simulazioni sull’eventuale aumento di tasse, operazione in cui è stato coinvolto anche l’Irpet per la parte prettamente scientifica. E se fino a ieri l’ipotesi prevalente era quella di aumentare le aliquote Irpef che suddividendole in quattro scaglioni (con esclusione dei redditi fino a 28.000 euro), nelle ultime ore ha preso campo la molto più probabile ipotesi di una manovra pensata come una tantum sull’addizionale Irpef per la sola annualità 2024 che andrebbe a interessare i redditi da 28.000 euro in su, non a scaglioni ma con applicazione proporzionale. Una manovra non strutturale, in sostanza, ma pensata per tamponare l’emergenza causata dal mancato ricevimento delle spettanze, che infatti potrà rientrare una volta che i crediti verrano versati dal governo nelle casse regionali. l
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