Gioco
«Mister sei di destra o di sinistra?»: Spalletti incalzato da Lucci ad Atreju. La risposta del ct toscano – Video
Il tecnico della nazionale italiana, originario di Certaldo, è stato avvicinato dall’inviato di Striscia la Notizia durante l’evento organizzato da Fratelli d’Italia
ROMA. «Mister tu sei di destra o di sinistra?». È la domanda un po’ “gaberiana” dell’inviato di Striscia la Notizia, Enrico Lucci al ct della Nazionale, Luciano Spalletti che si trova ad Atreju ospite dell’evento organizzato da Fratelli d’Italia. La presenza alla kermesse del tecnico toscano, originario di Certaldo, è stata piuttosto criticata ma alla domanda dell’inviato Spalletti risponde ponendo la stessa domanda: «Mi dici di cosa sei tu? – chiede – perché non si è capito, è tanti anni che ti palleggi un po’ di qui e un po’ di là...».
Lucci però insiste e non molla: «Ma una volta avevi detto che avevi il cuore a sinistra...» e Spalletti risponde: «Io quello che ho detto lo ripeto tutto e sempre, perché so quello che dico».
Il ct della nazionale azzurra è intervenuto oggi ad Atreju a margine di un dibattito dal titolo “Impegno, coraggio, sacrificio. L’eccellenza italiana nello sport”. Nel suo discorso ha toccato diversi temi uscendo anche dall’ambito sportivo.
L’intervento di Spalletti
«Non possiamo tirarci indietro portando questa bandiera sulle spalle, la maglia azzurra è un dono che ci viene dato». Il Ct della Nazionale, Luciano Spalletti, mostra segno di appartenenza all'azzurro sin dal primo giorno del suo mandato. Ospite di Atreju, dopo aver portato il suo sostegno ieri sera in un centro di accoglienza per senza dimora, Spalletti ha ribadito quanto forti siano le emozioni provate in questi mesi. «Bisogna sentirsi parte di qualcosa e dare un senso alla vita - le sue parole -. L'impegno deve essere un motivo costante e continuo, perché facciamo parte di una Nazionale e dobbiamo evidenziare dei valori. Anche in Germania, al prossimo Europeo, arriveremo da campioni in carica e non è poco: non ci deve interessare se qualcuno crede o meno in noi. I calciatori devono credere in loro stessi. Immaginiamo che nessuno dei nostri avversari sarà felice di incontrare l'Italia. Poi noi dobbiamo fare quello che è il nostro dovere in campo. Vogliamo essere ricordati da tutti per essere una squadra che ha giocato un calcio feroce e coraggioso, andando ad affrontare viso a viso gli avversari».
«Ad alcuni calciatori piace più il fantacalcio che il calcio»
Un intervento, quello di Spalletti, che ha spaziato anche su altre tematiche, come per esempio il momento storico che stanno vivendo i giovani: «C'è l'insidia del mondo virtuale a quello corporeo fatto di abbracci veri. Ad alcuni giocatori piace più il fantacalcio che il calcio, bisogna capire prima le differenze e noi stiamo lavorando in questo senso».
Violenza sulle donne
Il buon senso, invece, è quello che il Ct auspica a proposito del rapporto tra uomini e donne, già in età scolastica: «Sarebbe importante ripristinare l'educazione civica nelle scuole. Serve l'ora del buon senso, queste donne vanno lasciate stare, non si va a mettere le mani addosso a loro. Si deve capire che questa ora è più importante di altre materie».
Un pensiero per Mihajlovic
Infine un pensiero per Sinisa Mihajlovic, di cui oggi ricorre il primo anniversario della scomparsa: «Ho tanti ricordi di Sinisa. È stato un avversario leale che aveva a cuore l'impegno sportivo. Il gioco e la bellezza del calcio per lui erano centrali e quando ha giocato contro il Napoli mi detto che sarebbe stato contento se avessimo vinto noi lo scudetto».
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