Gioco
Lupi tra le Mura e cinghiali in Passeggiata, in Toscana città invase dagli animali selvatici
«Il numero cresce e si prendono più spazi». I caprioli, prede, invece sono diminuiti
I lupi li hanno avvistati anche lungo le Mura urbane di Lucca. Uno addirittura è stato catturato dentro a un condominio a Limite sull’Arno. I cinghiali, invece, “sfilano” in Passeggiata a Viareggio e anche, ieri, all’ora dell’aperitivo a Marina di Pisa. E poi entrano nelle vigne e distruggono i campi di mais e di grano, devastano i terreni seminati a legumi, farro, girasole ed ortaggi.
«Noi coltiviamo – dicono gli agricoltori di Coldiretti Toscana – mentre gli ungulati raccolgono. E così le aziende agricole spariscono, una su tre negli ultimi dieci anni e, con loro, la presenza sul territorio, il presidio e la tutela del paesaggio e della biodiversità». Per non parlare dei gabbiani che, ad esempio a Livorno, si spingono sempre più nell’interno. Lontano dal mare, tra i palazzi, alla ricerca di cibo, “frugano” nei sacchetti della spazzatura davanti alle case.
La Toscana è invasa da animali selvatici. E se un tempo (neppure troppo lontano) cinghiali, lupi, daini, cervi e volpi restavano ai margini, spesso ben nascosti all’occhio umano, oggi non è più così. Si spingono fino alle porte delle nostre città, talvolta le superano. Duccio Berzi, tecnico faunistico e consulente della task force lupo Regione Toscana, spiega che tutto è cambiato. «I lupi sono territoriali – precisa – ed essendo la Toscana già occupata da 110 branchi, quelli nuovi cercano spazi liberi, che non sono più moltissimi, in cui insediarsi. Per questo motivo si spingono sempre più spesso vicino ai centri abitati. Gli ultimi monitoraggi raccontano che in Toscana ci sono dieci lupi ogni 100 chilometri quadrati: si tratta dei numeri più alti a livello internazionale».
Faccia a faccia con i lupi
Così oggi un faccia a faccia con un lupo non è più una rarità. «I lupi si spostano soprattutto all’alba e al tramonto – precisa Berzi – per questo è fondamentale prestare attenzione soprattutto in questi in momenti. È importante, poi, non lasciare cibo, tra cui rifiuti organici o mangimi, fuori di casa perché, per i lupi, è un motivo d’attrazione. Attenzione, poi, agli animali da compagnia, come ad esempio i cani, che potrebbero diventare una loro preda». Ma come bisogna comportarsi qualora ci trovassimo faccia a faccia con un lupo? «L’atteggiamento può fare la differenza – conclude l’esperto – Mai fuggire di fronte a un lupo per evitare di trasformarsi ai suoi occhi in una preda, ma mostrarsi sicuri di se stessi. Una buona pratica è quella di andarsene lentamente, senza voltare le spalle, ma in modo rumoroso, così da spaventarli».
I numeri degli ungulati
Sul fronte ungulati, invece, i numeri raccontano un’altra realtà. Come spiega Michele Viliani, agronomo tecnico faunistico, nella nostra regione sta diminuendo il numero di caprioli: secondo un report della Regione, nel 2019 se ne contavano oltre 162.017, oggi ammontano a 159.356 (2.661 in meno). «I caprioli sono state le prede predilette dei lupi e quindi sono stati decimati insieme ai daini e ai cervi – sottolinea Valiani – mentre resistono i cinghiali che tendono a spostarsi per raggiungere le aree più protette alle porte delle città».
Secondo il monitoraggio regionale, ci sono 1.075.268 cinghiali in Toscana (nel 2019 erano 884.571) e lo sanno bene gli agricoltori. Sì, perché in dieci anni i danni alle coltivazioni denunciati dagli agricoltori hanno raggiunto i 20 milioni di euro (quasi 1,7 milioni soltanto 2021). L’80% di questi, spiega Coldiretti, sono da ricondurre proprio ai cinghiali. E tante sono le coltivazioni danneggiate: ai primi posti ci sono l’uva, i campi di mais e cereali, sia nella fase di semina che maturazione, il favino e le erbe mediche utilizzate per l’allevamento del bestiame. Poi lenticchie e legumi, farro ed orzo, castagne ed ortaggi a pieno campo per finire con le piante del bosco e le coltivazioni di girasole. «I cinghiali danno grande prova di resistenza anche di fronte ai predatori», conclude l’esperto di ungulati. Continueremo a vederli nelle nostre città. Anche al mare.
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