Gioco
Taglio meno pesante sulle pensioni, ma solo per il personale sanitario
Il governo corregge la manovra e apre alla possibilità di restare in corsia fino a 70 anni
ROMA. Tra annunci, rinvii, polemiche e divieti di modifica imposti ai parlamentari di maggioranza, alla fine il maxi emendamento del governo sulla manovra d bilancio è arrivato. La firma sulle ipotesi di modifica del ddl è giunta nella serata di giovedì e ora la “palla” passa alla commissione bilancio del Senato. Lo ha annunciato giovedì sera il sottosegretario al Mef Lucia Albano, sostenendo che «l'esecutivo mantiene gli impegni e prosegue spedito l'iter di approvazione della manovra». L’esigenza di ritoccare la manovra era nata, in particolare, per l’articolo della legge relativo alle pensioni, in particolare quelle del personale sanitario, nei confronti del quale i tagli previsti rischiavano di tradursi in un fuggi fuggi generale dalle corsie degli ospedali. Ecco allora cosa cambia.
Pensioni
Non ci saranno tagli alle pensioni di vecchiaia (quelle a cui si accede con 67 anni di età) di medici, operatori sanitari, dipendenti degli enti locali, ufficiali giudiziari e insegnanti, mentre – ad esclusione del settore della sanità – vengono confermati i tagli a quelle anticipate. Nel settore della sanità, invece, la decurtazione diminuirà man mano che si ritarderà l'anticipo del pensionamento. Non solo. I dirigenti medici del Servizio sanitario nazionale nonché gli infermieri potranno presentare domanda di autorizzazione per il trattenimento in servizio anche oltre il limite del quarantesimo anno di servizio effettivo e comunque non oltre il settantesimo anno di età.
Forze dell’ordine
In arrivo un Fondo, con una dotazione pari a 32 milioni di euro annui per gli anni 2024-’25 e pari a 42 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, per garantire l’incremento delle risorse per i trattamenti economici del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico. Queste risorse, si legge nel testo, verranno poi ripartite tramite un decreto dal ministro per la Pubblica amministrazione, di concerto con il ministero dell’Economia, della Difesa, dell’Interno e della Giustizia. In arrivo, inoltre, ulteriori misure di tutela di welfare per le Forze Armate e per il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, attraverso la stipula di apposite polizze sanitarie e infortunistiche, complementari e integrative rispetto a quelle già previste dalla normativa vigente: l’intervento prevede un’autorizzazione di spesa pari a 38.299.275 euro annui dal 2024 al 2026, da destinare ai capitoli di bilancio sul benessere del personale.
Enti locali
Dal maxi emendamento del governo arrivano 105 milioni di euro per l'anno 2024 alle Regioni a statuto speciale Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e alle Province autonome. La cifra viene erogata in considerazione degli effetti, conseguenti all'attuazione del primo modulo della riforma dell'imposta sui redditi, sulla compartecipazione all'Irpef. Ma c’è dell’altro per le Regioni: «Al fine di coprire i maggiori costi determinati dall'aumento dei prezzi delle fonti energetiche negli anni 2022 e 2023 è riconosciuto alle Regioni a statuto ordinario un contributo straordinario di 100 milioni per il 2024», si legge nell’emendamento. Allo stesso tempo è annunciata la riduzione di 250 milioni delle somme disponibili per gli investimenti previsti dalla legge di bilancio del 2018. La riduzione, si legge nelle relazione che accompagna l'emendamento, «si rende necessaria per garantire la neutralità finanziaria sui saldi di finanza pubblica».
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