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Neve all'Abetone, conto alla rovescia per la stagione sciistica: «Puntiamo ad aprire il 7 dicembre»

di Giuseppe Boi

	Le piste da sci innevate e illuminate
Le piste da sci innevate e illuminate

L’imprenditore Andrea Formento: «Siamo molto fiduciosi: sono previste ulteriori nevicate importanti»

28 novembre 2023
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ABETONE. Per alcuni il maltempo – quello tipico autunnale che non fa disastri – è una grande notizia. Soprattutto se arriva nei giorni precedenti a un ponte come quello dell’Immacolata. È così per tutti gli amanti della montagna e degli sport invernali. È così per chi ha investito nel turismo legato allo sci. In Toscana lo è sopratutto per chi punta sul comprensorio dell’Abetone/Val di Luce. Nell’Appennino tosco-emiliano è tutto pronto per un ritorno al passato: «Siamo fiduciosi perché tutto sembra portare a un’apertura degli impianti per il 7 dicembre», conferma Andrea Formento, imprenditore e presidente del Municipio di Abetone.

Vale a dire rispettare la data canonica dell’apertura della stagione sciistica. «Le condizioni sono al momento favorevoli – prosegue Formento –. Sono previste importanti nevicate. Le temperature sono quelle giuste. Gli impianti sono pronti». Musica per le orecchie degli amanti delle piste innevate che, se non fosse per le precipitazioni dei prossimi giorni, potrebbero già indossare scarponi e inforcare gli sci. «Se non fosse per queste incertezze, si sarebbe potuto dare il via alla stagione anche prima. I cannoni sono già entrati in funzione. Tutto lascia sperare che per il 7 dicembre ci siano giornate di sole, neve sulle piste e gli appassionati pronti alla prima sciata di questa stagione».

Condizioni che aiutano anche l’economia e l’occupazione. «Solo negli impianti sciistici lavorano 200 persone. Se si aggiunge anche l’indotto arriviamo a mille occupati. Molti sono stagionali, ma il turismo invernale garantisce un buon contributo all’economia», conferma Formento che però sottolinea come anche in questo settore si registri una «mancanza di manodopera, nonostante le imprese garantiscono condizioni economiche buone, oltre a un lavoro all’aria aperta e a contatto con le persone».

Al di là di queste problematiche l’elemento chiave perché funzioni i 44,1 chilometri di piste e i 17 impianti di risalita è la neve. In assenza la stagione non può partire. Una condizione che rischia di far partire in ritardo la stagione nel comprensorio sciistico del Monte Amiata. Siamo poco più a sud dell’Abetone. L’altitudine è quasi la stessa (tra i 1.370 e i 1.738 contro i 1.240 e i 1.892 del pistoiese). Qui, però, al momento la neve non c’è ancora ed è difficile che i 10 chilometri di piste e gli otto impianti di risalita entrino in funzione per il 7 dicembre.

Per questo la parola d’ordine anche in montagna è destagionalizzare. «C’è una presa di coscienza anche da parte del governo dell’importanza degli Appennini – conclude Formento –. Non solo per il turismo bianco, ma anche per quello estivo. È previsto uno stanziamento di 30 milioni di euro che dovrebbero dare un’ulteriore spinta anche le offerte complementari».


 

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