Gioco
Dalla Versilia si vede il Monviso: i meteo-segreti della foto show
Da un paese sopra Camaiore lo scatto che immortala le Alpi Cozie. L’esperto di fisica dell’atmosfera spiega come alcune correnti siano in grado di pulire l’aria spalancando “nuovi” orizzonti
LUCCA. L’immagine suggestiva è stata scattata da Fabio Longaron, appassionato di fotografia, lettore de Il Tirreno e meteorologo per passione, tra il 23 il 24 novembre.
Lo scatto è stato eseguito da Pedona, una frazione del comune di Camaiore, nella provincia di Lucca, a poco meno di 400 metri di altitudine. L’obiettivo di Fabio Longaron ha immortalato addirittura il Monviso – detto anche Re di Pietra –, la montagna più alta delle Alpi Cozie e dell'omonimo gruppo montuoso, compreso nella sottosezione delle Alpi del Monviso, in Piemonte.
Ma come è possibile che da Camaiore si vedano le montagne del Piemonte, a quasi 300 chilometri di distanza?
Il vento spazzino
A spiegare il fenomeno è Lorenzo Catania, esperto di fisica dell’atmosfera. Prima di tutto Catania spiega che «in questi giorni l’aria è particolarmente asciutta, con livelli di umidità molto bassa. Questo favorisce un’ottima qualità dell’aria, che quindi permette di allungare la vista all’orizzonte. Con l’utilizzo di una buona macchina fotografica, poi – prosegue Catania – allora ecco che diventa possibile osservare il Monviso anche da un rilievo nel comune di Camaiore». Catania, poi, entra nello specifico. E parla di quello che si potrebbe definire il “vento spazzino”. «Si chiama vento di Foehn (scritto anche Föhn, in tedesco), o Favonio, in italiano, ed è un vento caldo e secco che soffia in alcune regioni montuose, portando spesso un improvviso aumento della temperatura. In particolare, si forma quando l'aria umida viene spinta verso una montagna e viene costretta a sollevarsi. L'aria si raffredda mano a mano che sale e, se in quantità sufficiente, il vapore acqueo si condensa in nuvole. Tali condizioni che si hanno sul lato esposto al vento della montagna danno luogo al fenomeno dello Stau. Superato il crinale della montagna, o della catena montuosa, l'aria si riscalda nuovamente scendendo sul versante opposto, diventando secca e calda per compressione adiabatica (cioè senza scambio di calore con masse d'aria adiacenti o circostanti). E questo fenomeno dà luogo al Favonio, che quando dalle Alpi “trabocca” verso il golfo ligure contribuisce a pulire l’aria, permettendo quindi di vedere all’orizzonte panorami che, in giornate di cielo meno terso, non sono visibili».
Arriva il freddo
Catania, poi, fa anche una previsione per il fine settimana del 25 e 26 novembre. «Sabato 25 novembre avremo vento di tramontana con una netta sensazione di fresco/freddo, ma le temperature durante la giornata non saranno particolarmente rigide. Il freddo lo sentiremo davvero – prosegue Catania – a partire dalla serata/notte di sabato 25 novembre. Nella mattina di domenica 26 novembre avremo temperature prossime allo zero anche nelle zone costiere, con il termometro che scenderà sotto zero nelle zone interne, soprattutto nel Valdarno e nelle vallate senesi e aretine, dove sarà possibile raggiungere anche -5°». Lunedì 27 novembre «torna la pioggia – spiega Catania – e quindi le temperature saliranno di nuovo abbondantemente sopra lo zero. Martedì 28 – conclude l’esperto di fisica dell’atmosfera – una nuova perturbazione coinvolgerà la Toscana, ma la situazione deve ancora essere definita nel dettaglio. Al momento sembra che potrebbero esserci le condizioni per la prima neve sulle montagne toscane, con i fiocchi che potrebbero spingersi fino a quote di alta collina».
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