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Toscana

L’allarme

Affitti per studenti, in Toscana case introvabili e sempre più care: i prezzi e le testimonianze

di Francesco Paletti
Affitti per studenti, in Toscana case introvabili e sempre più care: i prezzi e le testimonianze

Universitari costretti a spostarsi in periferia. Per una camera singola servono 50 euro in più

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Ricordate gli studenti che piantarono le tende davanti alle principali università italiane? Chiedevano di accendere i riflettori sul caro affitti per le case destinate agli studenti. Chiedevano più alloggi e meno costosi. Per settimane i loro volti furono protagonisti dei tg e delle principali trasmissioni di approfondimento. Oggi le tende non ci sono più. Ma il problema è rimasto, invariato. Non ci sono case ma anzi. I prezzi ora sono addirittura aumentati. Anche in Toscana.

Punto primo, per cominciare: «Se cerchi una stanza a Firenze dimentica di trovarla in centro, o comunque vicino alle principali facoltà: se uno è fortunato riesce a trovare qualcosa a Rifredi o a Campo di Marte, ma è molto probabile che debba spostarsi anche a Coverciano, San Salvi o Gignoro» dice Alberto Mini, rappresentante dell’Unione degli universitari di Firenze, oltreché studente fuori sede. «Uno dei 18mila dell’università fiorentina, praticamente circa un terzo degli iscritti, dato che il totale degli studenti è di 56mila» sorride.

A Firenze va così. Ma anche a Pisa, invero, le cose non funzionano in modo diverso: «Pure qui è in corso un processo di decentramento degli alloggi per gli studenti», racconta Francesco Schembari, rappresentante di Sinistra Per. «In centro, dove ci sono alcune delle facoltà più frequentate, ormai è quasi impossibile trovare qualcosa di dignitoso in cui abitare: così la stragrande maggioranza dei fuori sede, adesso, vive fra il Cep, le Piagge o anche Porta a Lucca». Gli studenti universitari, dunque, come le famiglie più povere e i migranti: per trovare una stanza devono spostarsi (a Firenze) o avvicinarsi (a Pisa) alle periferie. Non per risparmiare ma per trovare una sistemazione. «Anzi, i canoni di locazione non solo sono altissimi ma continuano a crescere – spiega Mini –: a Firenze per una singola non si spende meno di 450 o 500 euro e per una doppia non si scende al di sotto dei 250 euro a testa, a prescindere dal quartiere. Soprattutto, però, i canoni sono in continuo aumento: per una stanza singola, ad esempio, da una nostra indagine risulta un aumento medio di cinquanta euro rispetto a solo un anno fa».

All’ombra della Torre si spende un po’ meno, ma comunque tanto per le tasche della maggioranza degli studenti. «Qui per una singola si oscilla fra i 300 e i 400 euro ma è capitato anche che qualcuno si sia rivolto alla nostra associazione perché gliene erano stati chiesti più di 500» racconta Schembari.

E per una doppia? «Non meno di 200, ma si può arrivare anche a 250». Pesa l’aumento degli appartamenti con destinazione turistica: «Sono diventati un problema molto grande perché riducono enormemente gli alloggi che potrebbero essere affittati agli studenti mentre i fuori sede sono in continuo aumento» dice Mini. Per il rappresentante dell’Udu pesa soprattutto il ruolo della grande proprietà: «Le dico solo che si stima che il 40% degli appartamenti locati su Airbnb, in città siano un mano a una decina di persone». Per questo plaude alla scelta del sindaco Nardella «di bloccare le nuove licenze, un passo importantissimo – dice- ma è solo il primo: sarebbe necessario eliminarli del tutto ma per questo è necessaria una legge nazionale».

L’altra questione è il numero di alloggi dell’Azienda per il diritto allo studio universitario, quelli per intendersi messi a disposizione degli studenti meritevoli e con redditi bassi. Tema sul quale s’innesca anche una polemica combattuta sul filo dei dati. Perché, numeri alla mano, per Schembari il problema «è pesantissimo» dice. E comincia a snocciolare le cifre: «A Pisa nell’anno accademico 2022/2023 i posti disponibili sono 1.310 e i vincitori di alloggio, da graduatoria definitiva, 2.370, ossia 1.060 in più» racconta il rappresentante di Sinistra Per. «Ma la situazione non è troppo diversa a Firenze dove i posti sono 1.197 e gli aventi diritto 2.678, ossia 1.481 in più – continua –. E pure a Siena dove, invece, coloro che avrebbero ottenuto un posto alloggio sono 1. 662, 773 in più rispetto agli 889 posti disponibili».

Numeri che, però, non trovano conferma nei dati del Dsu: «In realtà, l’anno scorso a Pisa e Siena tutti gli aventi diritto hanno ottenuto un alloggio, mentre abbiamo avuto qualche problema in più qui a Firenze, che però ha interessato circa 150 studenti aventi diritto a cui, non avendo trovato una sistemazione nei nostri alloggi o in quelli degli studentati a cui ci siamo appoggiato, abbiamo comunque assicurato un contributo annuo di 4.200 euro» dice il presidente dell’Azienda per il Dsu Marco Del Medico. Per il quale, comunque, il problema esiste: «Sarei un pazzo se non lo riconoscessi» ma riguarda soprattutto «la cosiddetta “fascia grigia”, costituita da coloro che hanno redditi familiari di poco superiori al soglia Isee per accedere ad alloggi e contributi del Diritto allo studio universitario ma che, comunque, non riescono a trovare una stanza sul mercato».

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