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Cedolare e plusvalenze: ecco la stretta sulla casa con la manovra Meloni

di Leonardo Monselesan
Cedolare e plusvalenze: ecco la stretta sulla casa con la manovra Meloni

Imposta dal 21 al 26% per gli affitti brevi di più alloggi. La ritenuta sui bonifici "parlanti" sale dall’8 all’11%

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La legge di bilancio 2024, varata dal governo di Giorgia Meloni, porta novità anche sul fronte casa.

Affitti brevi

Una è la stretta sugli affitti brevi. I proprietari che nello stesso periodo di imposta affittano più di un appartamento per meno di un mese vedranno aumentare l’aliquota della cedolare secca. Per il primo appartamento affittato la tassazione resta al 21%, per tutti quelli dal secondo in poi si arriverà dal 2024 ad una tassazione del 26%.

Plusvalenze

Sono invece numerose le novità riguardo alle plusvalenze sulla cessione di immobili sottoposti ad interventi del Superbonus 110%. Come è noto, per il calcolo ai fini fiscali della plusvalenza su un immobile è necessario sottrarre al prezzo di vendita quello di acquisto o di costruzione, ma anche il costo degli eventuali interventi di manutenzione o ristrutturazione a cui è stato sottoposto. Per le case acquisite tramite successione e per le prime case acquistate o costruite da più di 5 anni però, il prezzo di acquisto/costruzione deve essere rivalutato in base all’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Se poi la plusvalenza proviene da una vendita effettuata a meno di 10 anni dal termine dei lavori del Superbonus, non può più rientrare nei "redditi diversi", e verrà così sottoposta ad una tassazione del 26%. Sono escluse le abitazioni acquisite tramite successione e quelle che per la maggior parte degli ultimi 10 anni (o del tempo di vita dell’immobile, se costruito meno di 10 anni addietro) sono state adibite a prima casa del cedente o dei suoi familiari. Inoltre, se gli interventi del Superbonus si sono conclusi a meno di 5 anni di distanza dal momento della vendita dell’immobile, non si potrà inserire nel computo della plusvalenza il costo di tali lavori. Se invece fossero passati più di 5 anni, e solo se si è optato per lo sconto in fattura o per la cessione del credito di imposta del Superbonus, si avrà diritto a sottrarre dal prezzo di vendita dell’immobile metà delle suddette spese.

Il catasto

Sempre in materia di Superbonus, nella legge di bilancio è stato inserito anche un sistema di verifica dell’invio, nei casi in cui è prevista, della dichiarazione di variazione dello stato del bene ai fini catastali. Nei casi in cui questa non fosse stata presentata, o fossero presenti errori nella sua compilazione, l’Agenzia invierà una comunicazione agli interessati, così da permettere loro la correzione di eventuali errori.

Ritenuta d’acconto

L’ultima novità per quanto riguarda i bonus edilizi è l’aumento dall’8% all’11% della ritenuta d’acconto sui bonifici "parlanti", il metodo di pagamento che è necessario utilizzare per avere diritto ai vari bonus, riportandovi all’interno i dati anagrafici del committente, il codice fiscale o la partita Iva del beneficiario e, nella causale, la legge a cui si fa riferimento per il bonus in questione.

Immobili all’estero

Aumentano anche le tasse sugli immobili posseduti all’estero per i residenti sul territorio italiano, che salgono dallo 0,76% all’1,06% del loro valore.

Fondo prima casa

Confermato con un finanziamento da 282 milioni il Fondo di Garanzia prima casa, che permette a giovani coppie, genitori di nuclei monogenitoriali, giovani under 36 e conduttori di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari di avere le garanzie economiche necessarie per richiedere un mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Il fondo può garantire per il 50% della quota capitale del finanziamento, arrivando fino all’80% per i soggetti con Isee inferiore a 40.000 euro. 

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