Il Tirreno

Toscana

Tragedia sfiorata

Montecatini, pino crolla sulla Baita di Babbo Natale: 7 feriti. L'inaugurazione era prevista per domenica – Video

di Luigi Spinosi

	I soccorsi dei vigili del fuoco e dei poliziotti, a loro volta feriti, subito dopo il crollo dell’albero
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I soccorsi dei vigili del fuoco e dei poliziotti, a loro volta feriti, subito dopo il crollo dell’albero

L'albero, alto venti metri, è crollato nel piazzale davanti alla Baita. Tra i feriti anche l’amministratore unico delle Terme Alessandro Michelotti

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MONTECATINI TERME. Quello che sarebbe dovuto diventare un luogo di festa e divertimento ha rischiato di trasformarsi in luogo di tragedia. A portare paura e feriti nella Baita di Babbo Natale, punto di ritrovo ed eventi natalizi per bambini e famiglie che da una decina di anni viene allestita a Montecatini, è stato un grosso albero di pino.

Una pianta alta oltre 20 metri, che all’improvviso, senza vento forte o segnali che potessero far presagire alcunché, è caduta, travolgendo diverse persone che si trovavano nello stabilimento termale La Salute (dove, appunto, è stata allestita la Baita).

Nei giorni scorsi sono stati numerosi gli alberi caduti in Toscana e negli ultimi due anni hanno provocato anche vittime. Nella maggior parte sono state tragedie sfiorate. Non ci sono dati sul numero di alberi crollati improvvisamente a terra. «Stiamo cercando di creare una banca dati toscana», spiega Francesco Ferrini, professore di arboricoltura all’università di Firenze e membro dell’Associazione direttori e tecnici dei giardini pubblici. «Ci siamo resi conto che dobbiamo andare a capire cosa porta alla caduta degli alberi. Sono casi singoli? Ci sono problematiche particolari? Abbiamo chiesto ai Comuni di segnalarci i crolli. Non è semplice ma stiamo provando a fare una sorta di censimento».


A Montecatini, il bilancio è stato di sette feriti, nessuno fortunatamente in pericolo di vita. Tra loro anche due agenti di polizia, sul posto con altri colleghi per un sopralluogo di tutt’altra natura. Nella notte, infatti, ignoti erano entrati all’interno della Baita, in un raid a metà tra l’azione ladresca e il puro vandalismo. E quando stamani Paolo Grossi, organizzatore dell’evento, è arrivato per gli ultimi ritocchi in vista dell’inaugurazione dello spazio natalizio (prevista per domenica 12 novembre), e ha scoperto l’accaduto, ha chiamato subito le forze dell’ordine. Così in quel piazzale interno allo stabilimento, che in quel momento a cose normali avrebbe dovuto essere vuoto o quasi, oggi poco dopo le 10, quando l’albero è caduto, si trovavano numerose persone. Alcuni, compresi altri poliziotti, appena per pochi centimetri, sono stati solo sfiorati dalla folta chioma del pino. Altri, meno fortunati, si sono trovati proprio lì sotto.

Tra loro anche l’amministratore unico delle Terme di Montecatini Alessandro Michelotti, che alla notizia dell’effrazione era arrivato sul posto per controllare. Ed è stato proprio lui a riportare le conseguenze peggiori. Numerosi traumi, compreso uno particolarmente grave a una gamba, hanno consigliato ai sanitari di trasferirlo in elicottero a Firenze. Alla fine, anche ricorrendo alle motoseghe, sono state liberate tutte le persone rimaste bloccate tra i rami e altre sei, oltre a Michelotti, sono stati trasportate in ospedale, alcune a Pescia, altre a Pistoia, con ferite più o meno gravi. Si trattava appunto dei due poliziotti, uno con una prognosi di sette giorni e l’altro, più grave, con una vertebra fratturata e una prognosi di 40 giorni. Agente che, raccontano i testimoni, incurante delle proprie ferite inizialmente ha continuato a dare una mano alla macchina dei soccorsi, fino a quando il dolore non ha preso il sopravvento e si è accasciato a terra. Ferite anche tre donne, tra cui la madre dello stesso Paolo Grossi e un altro uomo, che si trovavano sul posto per controllare e rimediare i vandalismi della notte.

Un bilancio pesante, ma, guardando la gigantesca chioma dell’albero, per certi versi si può tirare un sospiro di sollievo per non essere qui a fare un bilancio assai più grave. Ma la paura è stata lo stesso tanta. Tra i presenti anche un collega degli agenti feriti, il segretario del sindacato di polizia Siulp Gianluca Solimene: «Anche io, per miracolo, sono salvo, ma ho vissuto l'angoscia di non poter riabbracciare la mia famiglia. Vedere quell'albero cadere, impotente di fronte alla sua forza, è stato spaventoso». E un pensiero spaventoso è quello che è seguito subito dopo, pensando a quanto sarebbe potuto accadere se quel pino fosse caduto anche solo dopo due giorni, quando in quel piazzale avrebbero dovuto trovarsi bambini e famiglie in visita alla Baita (che, a questo punto, aprirà solo dopo una verifica sulle altre piante presenti).


 

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