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Metinvest-Danieli, il ministero “timbra” il polo dell’acciaio a Piombino

di Luca Centini
Metinvest-Danieli, il ministero “timbra” il polo dell’acciaio a Piombino

Gli ucraini di Metinvest contano (con Danieli) di recuperare la produzione persa a Mariupol. Dopo l’incontro al ministero delle Imprese, la fiducia sul rilancio della siderurgia torna alta

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PIOMBINO. Per la fumata bianca c’è ancora tempo. Ma l’impressione è che l’incontro che si è tenuto ieri al ministero delle Imprese e del Made in Italy sul futuro del polo siderurgico di Piombino abbia riportato in discesa la trattativa per lo sbarco del colosso ucraino dell’acciaio Metinvest in joint venture con il gruppo Danieli di Udine nella città toscana.

La partita resta delicata, sia chiaro, ma la fiducia è alta. L’obiettivo è rilanciare la produzione di acciaio a Piombino, città in crisi da dieci anni, tramite la realizzazione da parte di Metinvest-Danieli di una nuova acciaieria green con due forni elettrici per complessivi 2,5 milioni annui di tonnellate e per un investimento di oltre 2,2 miliardi di euro. Il nuovo impianto lavorerebbe prodotti piani e non escluderebbe la permanenza del gruppo indiano di Jsw, titolare dello stabilimento di Piombino, il cui asset resterebbe quello della produzione delle rotaie che verrebbe messa in sicurezza con il rifacimento del treno rotaie e la realizzazione di un forno elettrico da 600mila tonnellate annue. Insomma, da realtà siderurgica in rottura prolungata, a polo strategico per il Paese, con una produzione integrata di piani e lunghi: è questa la partita che si sta giocando a Piombino dalla quale dipende il futuro per circa 1.400 lavoratori, molti dei quali in cassa integrazione da anni. I tempi verso la fumata bianca sono già delineati: entro fine anno l’accordo per la ripartizione delle aree tra Jsw e Metinvest. E nei primi tre mesi del 2024 la sottoscrizione di due accordi di programma separati, uno tra lo Stato e il gruppo indiano, l’altro tra lo Stato e il colosso ucraino.

Avanti con fiducia

L’incontro che si è tenuto ieri mattina, alla presenza del ministro Adolfo Urso, ha di fatto ufficializzato una trattativa che sta procedendo da settimane con il gruppo Metinvest-Danieli. Seduti al tavolo Yuriy Ryzhenkov, Ceo di Metinvest, primo gruppo industriale dell'Ucraina e tra i primi produttori di acciaio al mondo, e Gianpietro Benedetti, presidente del Gruppo Danieli. Con loro il presidente Eugenio Giani, il consigliere regionale del Pd Gianni Anselmi, il sindaco di Piombino Francesco Ferrari con l’assessora Sabrina Nigro. «L'incontro si è svolto in un clima positivo e collaborativo, ha consentito di approfondire le prospettive future dell'area siderurgica di Piombino, verso un nuovo assetto produttivo che riavvii la produzione di acciaio attraverso impianti con tecnologie avanzate e a basso impatto ambientale», hanno spiegato dal ministero. Sotto la lente la condizioni alla base della possibile coesistenza tra il nuovo soggetto industriale, che conta di riportare a Piombino la fetta di produzione andata persa con la distruzione della acciaieria Azvostal di Mariupol durante il conflitto con la Russia. Si è discusso delle aree scelte per nuovo insediamento (la zona di Ischia di Crociano sulla quale insistono due treni di laminazione e un capannone di proprietà di Jsw che per questo dovrà ricevere un indennizzo). Si è parlato delle modalità attraverso cui si dovrà concretizzare quello stesso passaggio di terreni, la cui concessione è scaduta, da un soggetto industriale all’altro. Non solo. Sono stati affrontati temi cruciali, come il collegamento tra il nuovo insediamento, l’area portuale e la ferrovia. Metinvest, secondo quanto si apprende, avrebbe dato garanzie sia sull’aspetto occupazionale (i due progetti industriali di Metinvest e di Jsw garantirebbero il riassorbimento di tutti i lavoratori attualmente alle prese con gli ammortizzatori sociali), sia dal punto di vista ambientale, con un impianto che sarà digitale e a zero emissioni.

Due accordi separati

In settimana alcuni tecnici del gruppo “ucraino-friulano” hanno effettuato un sopralluogo per visionare le aree nelle quali dovrebbe sorgere il nuovo insediamento industriale. L’obiettivo, confermato nel corso del vertice di ieri, è arrivare entro la fine dell’anno a una quadra sullo scambio di aree che non si concretizzerebbe attraverso un’intesa tra i due gruppi privati, ma con due accordi separati azienda-governo. «Le impressioni sono positive – racconta il presidente della Regione Eugenio Giani, che ha partecipato al vertice – ci sono buone possibilità affinché l’accordo vada in porto, sarebbe importante anche dal punto di vista internazionale. Credo sia importante anche rassicurare Jsw, che resta importante per la produzione di rotaie. Piombino, inoltre, potrebbe essere rilanciata come un polo siderurgico all’avanguardia».

Il mix di acciaio

Da una parte il colosso ucraino concentrato sulla produzione di prodotti piani, dall’altra il gruppo indiano che consoliderebbe la produzione di lunghi. «Si sta concretizzando quello che in città si attendeva da tempo – racconta Gianni Anselmi, consigliere regionale ed ex sindaco di Piombino – l’integrazione tra prodotti piani e lunghi restituirebbe a Piombino una funzione industriale strategica. Il Paese è un importatore di coils, la situazione di Taranto la conosciamo. Non solo: l’investimento garantirebbe prospettive di crescita per il porto, per il vicino stabilimento Magona e rivitalizzerebbe l’indotto. Va fatto tutto bene, con attenzione all’ambiente, ma è chiaro che l’occasione per la città è importante».

Il sindaco: «Attenti all’ambiente»

«Una concreta risposta occupazionale, sia diretta che per l’indotto, e di rilancio per Piombino e per il territorio». Così il sindaco di Piombino Francesco Ferrari definisce l’ipotesi Metinvest per la città. Anche il primo cittadino le sensazioni dopo l’incontro con il gruppo ucraino sono positive. «Piombino – spiega – può e deve tornare ad essere un polo importante per la produzione di acciaio ma dovrà trattarsi di un impianto di nuova generazione, green e compatibile sia con l’ambiente che con le altre anime economiche che la città ha sviluppato negli anni. L’acciaio è la nostra storia, ma non scenderemo a compromessi sulla tutela ambientale e sulla salute dei cittadini. Abbiamo ribadito i nostri presupposti, escludendo dalla discussione la produzione di preridotto, la costruzione di impianti vicini alla città e l’esigenza di aver solo strutture di altissimo livello tecnologico. Sono gli assunti su cui deve poggiare l’intero progetto e continueranno ad essere la nostra assoluta priorità».




 

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