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Gabriele, chi è il vigile del fuoco eroe di Pistoia che ha salvato la neonata dall'alluvione: «L’ho stretta pensando a mia figlia»
Ha 57 anni ed è in servizio da oltre 35: «Attimi che ricorderò per tutta la vita, ecco come abbiamo portato in salvo la piccola»
PISTOIA. Batteva forte il cuore di Gabriele Ghisti venerdì 3 novembre intorno alle 10 del mattino, quando ha camminato per cento metri nell’acqua alta un metro portando in braccio un fagottino di tre mesi di vita e tre chilogrammi poco più di peso. «Tenevo in braccio quella bambina ripensando a quando stringevo allo stesso modo mia figlia – racconta Ghisti, 57 anni, nei vigili del fuoco da oltre trentacinque, caposquadra del comando di Pistoia, padre di Asia, 18 anni, e di un ragazzo di 14 –. La proteggevo allo stesso modo, era così indifesa. In quei momenti, con una creatura così piccola in braccio, sai che dipende tutto da te. Anche se l’intervento, in sé, è stato facile».
La foto del caposquadra Ghisti che porta la bambina dalla sua abitazione di Quarrata al mezzo anfibio dei vigili del fuoco ha fatto il giro del web: con lui si è complimentata via Instagram anche la premier Giorgia Meloni.
«Siamo andati a prelevare la bambina e i suoi genitori –, spiega Ghisti, qualificato nel contingente Sfa (acronimo per soccorso fluviale e alluvioni) in servizio con muta e gommone – dal momento che questi ultimi avevano fatto sapere che non avevano più in casa i beni di prima necessità. Si trovavano al primo piano quando li abbiamo raggiunti, il piano terra era alluvionato. Non erano in pericolo di vita, ma erano molto spaventati, soprattutto per la bambina».
Il salvataggio della famiglia è avvenuto in tre fasi. «Prima abbiamo accompagnato la mamma sul mezzo anfibio – prosegue il racconto –, poi il babbo mi ha consegnato la bambina. Una volta che la piccola ha raggiunto la mamma, abbiamo prelevato il padre». Poi i giovani genitori e la neonata, sempre sull’anfibio dei vigili del fuoco, «attraversando la lingua d’acqua del fiume, sono stati accompagnati in un punto dove li aspettavano i nonni con la loro auto. Rimarranno a casa loro, al sicuro dalla piena».
Portata in sicurezza bimba e genitori, venerdì Ghisti e i suoi colleghi hanno continuato a lavorare fino a sera tarda. Si ricorderà di quell’episodio? «Certo, me ne ricorderò, soprattutto per un po’, ma ci saranno altre persone da salvare. Lo ripeto, non è stato un salvataggio difficile; è stato molto più complesso in questi giorni portare via dalle loro abitazioni alluvionate disabili e anziani allettati. Abbiamo dovuto usare tutti i mezzi a nostra disposizione. Come è accaduto quando sono stato in Emilia per l’alluvione».
Il caposquadra Ghisti non si sente un eroe. Quando tutti hanno cominciato a chiamarlo dopo aver visto la foto virale sul web «ho spento il telefono. Giorgia Meloni si è complimentata? Sì, me l’hanno detto. Ma per noi è normale aiutare le persone. Mia figlia però è orgogliosissima».
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